AMINOACIDI nelle DIETE 

ASSORBIMENTO DEGLI AMMINOACIDI E PATOLOGIE LEGATE A DIFETTI DI TRASPORTO

 

     Per azione congiunta di specifiche proteasi e peptidasi digestive, le proteine alimentari vengono risolte negli amminoacidi costituenti, i quali vengono assorbiti a livello intestinale mediante un processo di trasporto  attivo  Na+ dipendente , che deve la sua  specificità a recettori di  membrana e a proteine vettrici definite “carrier”.

     Questi specifici trasportatori, situati sull’orletto a spazzola  degli enterociti, catalizzano il passaggio transmembrana degli amminoacidi insieme al Na+ : il trasporto contro gradiente  degli amminoacidi è compensato da quello secondo gradiente del Na+ (tra l’ interno della cellula e il plasma si passa da 15 mmoli/l a 140 mmoli/l).

     L’ energia necessaria   per  far avvenire il processo si ottiene con  l’ estrusione dello ione Na+, attraverso la membrana basolaterale , ad opera di una pompa del Na+ che deriva l’ energia dall’ idrolisi dell’ATP.

     Sono stati identificati quattro sistemi di trasporto degli amminoacidi , ciascuno dotato di un’ ampia specificità di gruppo:

 

I) sistema per gli amminoacidi neutri che presentano catene laterali brevi o con gruppi polari(ser, thr ala);

II) sistema per gli amminoacidi basici(lys, arg, cys, ornitina);

III) sistema per gli amminoacidi acidi (asp, glu);

IV) sistema per(gly, pro).

 

     Questi stessi sistemi sono presenti anche a livello dei tubuli renali , dove sono adibiti al riassorbimento degli amminoacidi.

Una mutazione  che interessi il gene delle molecole  deputate al trasporto intestinale e renale degli amminoacidi causa patologie piuttosto serie che vanno sotto il nome amminoacidurie renali ed intestinali.

     Si conoscono  dieci difetti nel trasporto degli amminoacidi : cinque di essi (Cistinuria, Malattia di Hartnup, Imminoglicinuria, Dibasicoaminoaciduria, Dicarbossilicoamminoaciduria) mostrano difetti legati al trasporto di amminoacidi strutturalmente correlati e implicano l’esistenza di carrier gruppo-specifici. I restanti cinque difetti (Ipercistinuria, Lisinuria, Istidinuria, Malassorbimento di metionina, Malassorbimento di triptofano) interessano il trasporto di un singolo amminoacido e implicano l’ esistenza di sistemi di trasporto substrato-specifici.

 

CISTINURIA

 

     La cistinuria è il più diffuso difetto congenito legato al trasporto degli amminoacidi e in molti gruppi etnici colpisce con una frequenza variabile da  1:10000 a 1:15000. Essa è caratterizzata da un’alterazione nel riassorbimento tubulare e intestinale nonché da una eccessiva escrezione urinaria di lisina, arginina, ornitina e cisteina.

     Il disturbo ,ereditato come tratto autosomico recessivo, è causato dall’ alterazione di un “carrier “ di membrana, localizzato a livello delle cellule apicali dell’ orletto a spazzola del tubulo renale prossimale e dell’ intestino tenue.

     Tuttavia la presenza di qualche capacità di trasporto residua per queste sostanze fa sospettare l’esistenza di almeno tre sistemi distinti di trasporto  per questi amminoacidi: uno per ciascuno degli amminoacidi lisina , arginina, e ornitina e uno per tutti e quattro.

     Mentre in tutti gli omozigoti  le anomalie  a carico del rene sono simili, da studi condotti  sul trasporto intestinale negli omozigoti e sull’escrezione urinaria negli eterozigoti, sono state evidenziate tre varianti :

I)                  gli omozigoti perdono la capacità di trasporto intestinale di cistina, lisina, arginina e ornitina; gli terozigoti ,invece, presentano una normale modalità  di escrezione urinaria di amminoacidi.

II)               gli omozigoti perdono la capacità di trasportare lisina, mantenendo quella per il trasporto di cistina; gli eterozigoti presentano un moderato aumento di escrezione urinaria  di tutti e quattro gli amminoacidi.

III)            gli omozigoti conservano una residua capacità di trasporto intestinale dei quattro amminoacidi; gli eterozigoti manifestano ,invece,un modesto aumento dell’ escrezione di lisina e cistina.

     I due terzi dei pazienti cistinurici sono omozigoti di tipo I. In tali  individui  l’eccessiva escrezione giornaliera  di cistina (600-1800 mg/l, per i valori normali vedere la tabella numero  uno e numero nove) determina la presenza di cristalli nelle urine e la formazione di calcoli renali, ureterali e vescicali. I sintomi sono: ematuria, dolore al fianco, colica renale, uropatia ostruttiva e infezione.

     Negli  individui affetti da cistinuria il trattamento terapeutico più importante è il mantenimento di un elevato volume urinario, che si ottiene ingerendo  un eccesso di 4l/die di liquidi ( la quantità ottimale è di 5-7 l/die). In tal modo  la concentrazione di cistina  nell’urina viene ridotta.

Inoltre anche l’alcalinizzazione dell’urina può essere terapeutica, dato che la solubilità della cistina aumenta rapidamente ad un pH superiore a 7,5. A tale scopo è necessaria la somministrazione di elevate quantità di bicarbonato di sodio e policitrati.

 

MALATTIA DI HARTNUP

 

     La malattia di Hartnup è ereditata come carattere autosomico recessivo. La frequenza degli omozigoti è di circa 1 ogni 24000 nascite. Essa è caratterizzata da un’alterazione nel trasporto e da elevata escrezione (5-10 volte superiore alla norma)  di amminoacidi  monocarbossilici  con catene laterali neutre o aromatiche: ala, ser, thr, val, leu, ile, phe, tyr ,trp, glu, asp, his.

     Le tipiche manifestazioni cliniche sono lesioni cutanee simili alla pellagra e disturbi neurologici variabili.

     Il quadro clinico scaturisce dal deficit nutrizionale di triptofano , un amminoacido essenziale, provocato dalla combinazione del malassorbimento intestinale  e delle perdite renali .

     Il principale percorso metabolico del triptofano conduce alla sintesi di niacina e nicotinammide-adenin-dinucleotide (NAD),soddisfacendo il 50% del fabbisogno giornaliero di niacina. Quindi, nei soggetti con malattia di Hartnup, il difetto di trasporto renale e intestinale di triptofano determina una carenza di niacina.

     Tuttavia le manifestazioni cliniche sono episodiche e almeno in parte correlate alle richieste metaboliche  di triptofano.

     Inoltre solo una piccola parte  dei pazienti con malattia di Hartnup manifesta sintomi simili a quelli della pellagra, e questo significa che il quadro clinico può dipendere da fattori al di là del difetto di trasporto.

Anche in questa malattia, così come accade nella cistinuria, è stata riscontrata una residua capacità di riassorbimento degli amminoacidi in questione, ciò implica che anche tali amminoacidi siano trasportati anche da altri “carrier”.

     La diagnosi viene fatta in base al riscontro di un eccesso di amminoacidi neutri nell’urina. Il trattamento terapeutico  prevede una dieta iperproteica con un supplemento giornaliero di  nicotinammide (50-250 mg) al fine di ripristinare i livelli di niacina.

     Gli eterozigoti non manifestano alcuna anomalia chimica o clinica.

 

DIBASICOAMMINOACIDURIA

 

Tale patologia è caratterizzata da un difetto del riassorbimento di lisina, arginina e ornitina a livello tubulare.

     L’alterazione è dovuta, quasi sicuramente, ad una mutazione dei geni che codificano per il “carrier” di membrana specifico per i tre amminoacidi.

     Si conoscono due varianti della dibasicoamminoaciduria, ciascuna ereditata apparentemente come tratto autosomico recessivo.

     Nella dibasicoamminoaciduria di tipo II, molto diffusa in Finlandia ( 1:60000), gli omozigoti mostrano una alterazione del trasporto intestinale degli amminoacidi dibasici associata ad una intensa escrezione renale degli stessi. Inoltre è stata accertata anche una riduzione plasmatica degli stessi amminoacidi. Le insufficienti quantità di arginina ed ornitina determinano iperammoniemia. Il quadro clinico, scaturito dall’iperammoniemia, è caratterizzato da letargia, convulsioni e ritardo mentale. Il trattamento terapeutico prevede l’aggiunta di citrullina nella dieta, un amminoacido il cui trasporto intestinale risulta inalterato e che è in grado di ripristinare il ciclo dell’urea dopo essere stato metabolizzato ad arginina ed ornitina.

     Gli eterozigoti risultano sani e non mostrano perdite eccessive di amminoacidi dibasici nelle urine.

    Nella dibasicoamminoaciduria di tipo I l’escrezione urinaria di amminoacidi dibasici è inferiore a quella osservata negli omozigoti di tipo II. La malattia di tipo I può coinvolgere lo stesso sistema di trasporto compromesso nella malattia di II tipo.

 

IMMINOGLICINURIA

 

     L’imminoglicinuria è caratterizzata da un difetto nel sistema di trasporto di glicina, prolina e idrossiprolina a livello tubulare e spesso anche a livello intestinale. La conseguenza diretta di tale disturbo è l’eccessiva escrezione urinaria dei tre amminoacidi coinvolti.

     La patologia, ereditata come tratto autosomico benigno, si manifesta con una frequenza degli omozigoti di 1:16000. Non sono state evidenziate manifestazioni cliniche rilevanti negli omozigoti.

 

DICARBOSSILICOAMMINOACIDURIA

 

     La dicarbossilicoamminoaciduria è caratterizzata da eccessiva perdita renale di acido glutammico e aspartico dovuta ad un’alterazione dell’assorbimento intestinale dei due amminoacidi coinvolti. L’ipoglicemia risulta l’unica manifestazione osservata finora.

 

DIFETTI SUBSTRATO-SPECIFICI NEL TRASPORTO DEGLI AMMINOACIDI

 

IPERCISTINURIA

 

     L’ipercistinuria è caratterizzata da una moderata escrezione urinaria di lisina, arginina e ornitina. Inoltre si evidenzia anche una riduzione, a circa l’80 %, del riassorbimento tubulare di cistina.

     Gli individui affetti da ipercistinuria sono clinicamente asintomatici.

 

LISINURIA

 

     La lisinuria è caratterizzata da un difetto del riassorbimento renale della lisina ed anche da un’alterazione del trasporto intestinale dello stesso amminoacido. Il quadro clinico è caratterizzato da ritardo mentale e di crescita associati a convulsioni. Il trattamento terapeutico prevede una dieta ricca di lisina che stimola la crescita.

 

ISTIDINURIA

 

     L’istidinuria è caratterizzata da un difetto nel trasporto renale ed intestinale di istidina. Inoltre è stata accertata anche un’accentuata perdita urinaria dell’amminoacido coinvolto.

     Il ritardo mentale costituisce la principale manifestazione clinica.

 

 

MALASSORBIMENTO DI METIONINA

 

     Il malassorbimento di metionina sembra essere causato da un difetto nel trasporto sia intestinale che renale di metionina. Nell’escrezione urinaria di pazienti con malassorbimento di metionina è stata riscontrata la presenza di acido-a-idrossibutirrico, un sottoprodotto derivante dal catabolismo della metionina. Questo composto sembra che sia responsabile della canizie, delle convulsioni, dell’edema e del ritardo mentale. Con una dieta a basso contenuto di metionina si ottiene un miglioramento di tutte le manifestazioni cliniche.

 

MALASSORBIMENTO DI TRIPTOFANO

 

     Il malassorbimento di triptofano è determinato da un difetto dell’assorbimento intestinale di triptofano che determina la presenza di indoli nell’escrezione urinaria. Gli indoli, composti derivati dalla degradazione chimica del triptofano non assorbito, vengono trasformati in pigmenti blu (indigotine) per azione di enzimi idrolitici presenti nelle urine a causa della concomitante patologia renale. Il malassorbimento del triptofano sembra che sia ereditato come tratto autosomico recessivo. Non sono note le manifestazioni cliniche.