Il significato nutrizionale dei principi
nutritivi azotati o meglio degli amminoacidi (www.aminoacidpower.com)
è estremamente complesso, ma legato fondamentalmente al ruolo che queste
molecole svolgono nella struttura e nella funzione delle proteine.
Come
sia difficile distinguere questi vari aspetti è dimostrabile con qualche
semplice esempio.
L’amminoacido
tirosina ha significato strutturale aspecifico per molte proteine nella
cui catena polipeptidica compare con varia frequenza, mentre assume significato
specifico quando, legato allo iodio, da origine a molecole che costituiscono gli
ormoni tiroidei il cui significato di controllo su funzioni metaboliche e sullo
sviluppo estende immediatamente il significato biologico della tirosina.
Dal
momento in cui gli amminoacidi, siano essi assorbiti dall’intestino o
sintetizzati metabolicamente, sono presenti nell’ambiente interno del corpo,
essi si distribuiscono in modo diverso fra i vari tessuti e nei diversi ambienti
intra ed extracellulari dove vengono concentrati, costituendo in questo modo
pool di amminoacidi liberi.
La
formazione ed il mantenimento costante di queste disponibilità locali di
amminoacidi devono essere considerati una delle tappe fondamentali della
nutrizione proteica; tutti i fattori che ne alterano l’equilibrio determinano
indubbiamente alterazione della funzione nutrizionale.
La
concentrazione di amminoacidi liberi nel corpo è molto inferiore a quella di
amminoacidi strutturati in proteine (ca. 0,5%) e quattro amminoacidi non
essenziali ne rappresentano circa l’80% (alanina, acido glutammico, glutammina
e glicina).
Gli
amminoacidi liberi sono utilizzati in vario modo e a differenti velocità dai
diversi tessuti in reazioni che possono essere distinte in tre gruppi
principali:
reazioni di sintesi di polipeptidi e proteine; parte di questi
amminoacidi possono essere liberati di nuovo per lisi proteica con velocità di
ricircolo molto diverse;
reazioni di sintesi di molecole non proteiche (creatina, adrenalina, basi
puriniche) la cui degradazione non permette il ritorno di amminoacidi ai pool
originari;
reazioni che conducono alla utilizzazione della catena carboniosa per la
sintesi di amminoacidi non essenziali, di monosaccaridi o di acidi grassi e
quindi di