OLIGOELEMENTI

 

 

Introduzione

 

 

Sono chiamati ”oligoelementi” (dal greco “olos”: poco ) quelle sostanze, che servono all’organismo in dosi piccolissime e che vengono misurate in microgrammi. Sebbene le quantità indispensabili siano piccolissime, il loro apporto attraverso una corretta alimentazione è fondamentale. IL dosaggio di alcuni di essi sembra avere valori critici in particolari stadi come la gravidanza e l’allattamento, come per esempio lo zinco, altri invece come il cromo, sembrerebbero avere relazioni ancora poco chiarite con specifiche malattie come il diabete di tipo I .

Sono elementi nutritivi presenti nell’organismo e nei cibi in combinazioni organiche ed inorganiche; sebbene costituiscono circa il 4-5% del peso corporeo, sono basilari per il benessere fisico e mentale, perché costitutivi di tutti i tessuti e dei fluidi degli organismi.

Sono fattori importanti per il mantenimento dei processi fisiologici, rafforzano le strutture scheletriche, catalizzano molte reazioni biochimiche, sono importanti nella produzione di ormoni e anticorpi,  e contribuiscono a mantenere il delicato equilibrio idrico. Tutti i minerali riconosciuti necessari per il corpo umano, devono essere presenti nella dieta, apportati come sostanze alimentari essenziali, che l’organismo non è in grado sintetizzare, o solo in quantità insufficienti. 

 

 

Gli oligoelementi trattati sono: Ferro; Iodio; Magnesio; Manganese; Zinco;  Cromo; Fluoro; Cobalto; Zolfo; Rame e Selenio.

 

                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL FERRO

 

 

Descrizione

 

 Il ferro è un oligo-minerale concentrato nel sangue e presente in ogni cellula vivente, complessato a proteine per adempiere alla sua funzione principale: la formazione delle emoglobine, la sostanza colorante i globuli rossi. L’emoglobina trasporta ossigeno attraverso il sangue dai polmoni ai tessuti, in quanto vitale per le loro funzioni primarie, determinando così la qualità del sangue ed aumentando la resistenza allo stress e alle malattie. Il ferro è anche necessario per la formazione della mioglobina dei tessuti muscolari,  che assolve alla funzione del trasporto di ossigeno utilizzato nelle reazioni chimiche della contrazione muscolare. Il ferro è presente in quegli enzimi che promuovono il metabolismo delle proteine ed agisce con altri elementi nutritivi per migliorare l’azione respiratoria. Il calcio e il rame devono essere presenti perché il ferro possa agire perfettamente.

 

Tab. 1

Le migliori fonti dietetiche di ferro sono :

 

 

Alga marina

Germe di grano

Anacardio

Melassa

Carne magra e lingua

Noci

Caviale

Pane arricchito

Ceci

Pistacchi

Cozze

Prodotti integrali

Fegato

Semi di zucca

Foglie verdi

Tuorlo

Formaggio Cheddar

 

Tab. 1

 

Nota: il corpo umano assimila parzialmente il ferro contenuto negli alimenti anche in quelli molto ricchi di tale minerale. Solo il 10% circa del ferro alimentare è assimilato dal cibo consumato da un individuo con riserve normali di minerale. Soggetti con carenze di ferro possono tuttavia assimilarne dal 20 al 30%.

 

 

 

 

 

 

Assimilazione e riserva

 

L’organismo può utilizzare il ferro sia allo stato ossidato (ferro ferroso Fe++), che allo stato ridotto (ferro ferrico Fe+++);tuttavia viene utilizzato prevalentemente il ferro ossidato, infatti il ferro ferrico viene preventivamente ossidato prima di essere assorbito dall’organismo. L’immissione del ferro avviene attraverso il cibo, ma solo il 2-4% di esso viene poi assorbito entro 4 ore dall’ingerimento, nella parte superiore dell’intestino tenue e principalmente depositato nel fegato, nella milza, nel midollo spinale e nel sangue. Il ferro rimane in queste sedi, quasi come in “depositi”, dove viene continuamente utilizzato, ma mai del tutto consumato o distrutto, e solo piccolissime quantità vengono poi eliminate dall’organismo. Virtualmente nessuna quantità di ferro viene eliminata attraverso le urine, ma le porzioni non assorbite,   vengono eliminate attraverso le feci. Chiaramente, molti fattori ne influenzano l’assorbimento: l’acido ascorbico, ad esempio, contribuisce a ridurre il ferro ferrico in ferroso, facilitandone così l’assorbimento; viceversa, un eccesso di fosforo lo rallenta. Importanti sono anche le concentrazioni di calcio, il quale, se presenti in quantità sufficienti, può combinarsi con i fosfati e liberare così il ferro, che può essere riutilizzato. Altri fattori che interagiscono con l’assorbimento, sono: la mancanza di acido cloridrico, la somministrazione di alcali, eccessiva assunzione di cellulosa, caffè e the, e la presenza di complessi insolubili di ferro ( fitati, fosfati ).La solubilità e  la disponibilità del ferro nel cibo, è invece regolata dall’acidità gastrica. E’ inoltre importante ricordare che il ferro presente nelle proteine animali è assorbito più velocemente di quello che si trova nei vegetali.

 

 

Interazione con farmaci, vitamine o minerali

 

·        Allopurinolo : può portare ad un eccessivo accumulo di ferro nel fegato.

·        Altri supplementi di ferro : possono portare ad un eccessivo accumulo di ferro     nel fegato.

·        Antiacidi : provocano uno scarso assorbimento di ferro.

·        Calcio : la combinazione è necessaria per un efficace assorbimento di calcio.

·        Colestiramina : diminuisce l'effetto del ferro.

·        Pancreatina : diminuisce l'assorbimento di ferro.

·        Penicillamina : diminuisce l'effetto della penicillamina.

·        Rame : favorisce l'assorbimento di rame.

·        Sulfasalazina : diminuisce l'effetto del ferro.

·        Tetraciclina : diminuisce l'effetto della tetraciclina. Fare assumere il ferro 3 o 2 ore prima dopo l'assunzione.

·        Vitamina C : migliora l'effetto del ferro nella formazione dell'emoglobina.

·        Vitamina E : diminuisce l'assorbimento di ferro.

·        Zinco (alti dosaggi ) : diminuisce l'assorbimento di ferro.

 

 

Interazione con altre sostanze

 

L'alcool aumenta l'utilizzazione di ferro. Può provocare danni agli organi. Evitare o usare con moderazione.

 

Bevande :

 

·        il latte diminuisce l'assorbimento di ferro.

·        il tè diminuisce l'assorbimento di ferro.

·        il caffè diminuisce l'assorbimento di ferro.

 

 

Dosaggi e tossicità

 

Il C.N.R. raccomanda un'assunzione giornaliera di ferro di 18 mg per le donne e 10 mg per gli uomini. Il fabbisogno di ferro aumenta durante le mestruazioni l'emorragie, periodi di rapida crescita. Una maggiore quantità di ferro è inoltre necessaria durante la gravidanza, quando cioè  il feto in via di sviluppo costruisce la propria riserva nel fegato. Un livello tossico di ferro, può manifestarsi in singoli individui a causa di un errore genetico del metabolismo, per una trasfusione di sangue o a causa di una prolungata assunzione di ferro per via orale. Depositi eccessivi di ferro nel fegato e nella milza, in alcuni individui, possono portare a disturbi vari, quali:   cirrosi epatica, diabete ed insufficienze del pancreas.

 

 

 

Disponibile sotto forma di :

 

·        Capsule : da ingoiare intere con un bicchiere colmo di liquido. Non masticare o   frantumare. Ingerire durante i pasti principali o entro un'ora e mezza da essi, se non sotto diversa prescrizione.

·        Soluzione orale : da diluire in almeno 1/2 bicchiere di acqua o altro liquido. Ingerire durante i pasti principali o entro un'ora e mezza da essi, se non sotto diversa prescrizione.

·        Compresse : somministrazione come capsule.

 

 

 

 

 

 

 

Posologia

 

Tab. 2

Fabbisogni giornalieri raccomandati: valori giornalieri raccomandati dal Food and Nutrition Board of the National Research Council, 1989 (Tab. 2).

 

Età

RDA(*)

0-6 mesi

6 mg

6-12 mesi

10 mg

1-3 anni

10 mg

4-6 anni

10 mg

7-10 anni

10 mg

Maschi

 

11-14 anni

12 mg

15-18 anni

12 mg

19-24 anni

10 mg

25-50 anni

10 mg

51+

10 mg

Femmine

 

11-14 anni

15 mg

15-18 anni

15 mg

19- 24 anni

15 mg

25-50 anni

15 mg

51+

10 mg

Gravidanza

30 mg

Allattamento 1-6 mesi

15 mg

Allattamento + 7 mesi

15 mg

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 2

                                                   

Nota: Si noti il proporzionale aumento del fabbisogno giornaliero di ferro in relazione alla crescita. Da i dieci anni in poi è richiesto un aumento di ferro più nelle femmine che nei maschi; nei periodi quali la gravidanza, questa differenza si nota maggiormente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tab. 3

LARN : valori giornalieri raccomandati dalla S.I.N.U., 1996 (Tab. 3) - Società Italiana di Nutrizione Umana.

 

 

Età

LARN (*)

6-12 mesi

7 mg

1-3   anni

7 mg

4-6   anni

9 mg

7-10 anni

9 mg

Maschi

 

11-14 anni

12 mg

15-17 anni

12 mg

18-29 anni

10 mg

30-59 anni

10 mg

60+

10 mg

Femmine

 

11-14 anni

12-18 mg

15-17 anni

18 mg

18-29 anni

18 mg

30-49 anni

18 mg

50+

10 mg

Gravidanza

30 mg

Nutrice

18 mg

*LARN = Livelli di Assorbimento giornalieri Raccomandati dei Nutrienti

Tab. 3

Come agisce questo minerale :

 

·        Il ferro è un componente essenziale dell'emoglobina e co-fattore di numerosi enzimi essenziali. Di tutto li ferro presente nel nostro corpo, il 60-70% è immagazzinato nell'emoglobina, che insieme alla mioglobina, costituisce quel complesso che fornisce ai muscoli energia extra quando sono sottoposti a pesanti sforzi.

 

Altro :

 

·        La sideropenia nelle persone anziane potrebbe essere addebitata ad una perdita

     costante di sangue, causata dalla presenza di un tumore nel tratto intestinale.

Tale causa deve essere verificata.

·        La quantità di ferro contenuto negli alimenti, soprattutto se si tratta di cibi acidi può aumentare enormemente quando gli oggetti usati per cucinare sono in ferro.

·        Possono essere necessarie 3 settimane di terapia prime di ricevere il massimo

beneficio.

·        Agisce meglio se combinato con la vitamina C.

 

Effetti:

 

 

Effetti da carenza e sintomi

 

La più comune carenza di ferro si manifesta in una anemia da carenza di ferro (anemia ipocromica), nella quale la quantità di emoglobina nei globuli rossi viene ridotta e le cellule di conseguenza diventano più piccole. Come in altre forme di anemia, quella da carenza di ferro riduce la capacità di trasportare l'ossigeno nel sangue e si manifesta con pallore e stanchezza anormale. Sintomi di anemia possono essere stitichezza, mancanza di lucidità, unghie fragili e difficoltà respiratoria. L'anemia emorragica, caratterizzata da emorragie interne, può non essere scoperta subito, soprattutto se associata alla perdita di sangue che può verificarsi nelle ulcere peptiche. Un'eccessiva donazione di sangue può causare questo tipo di anemia. Le infezioni e le ulcere peptiche possono portare all'anemia.  

 

 

 

Sintomi da carenza

 

·        Svogliatezza.

·        Palpitazioni cardiache causate da grandi sforzi.

·        Fatica.

·        Irritabilità.

·        Pallore.

·        Screpolature alle labbra e alla lingua.

·        Difficoltà nella deglutizione.

·        Generale sensazione di salute cagionevole.

 

 

Sintomi supposti non dimostrati

 

·        Nessuno.

 

 

 

Esami di laboratorio rilevatori di carenza

 

 

·        Conta dei globuli rossi.

·        Esame microscopico dei globuli rossi.

·        Sideremia.

·        Determinazione dell'emoglobina.

 

 

Chi necessita di quantità addizionali

 

 

·        Molte donne che, nell'età fertile, hanno una leggera carenza di ferro, anche se

·        soddisfano i loro fabbisogni nutrizionali.

·        I soggetti con un introito alimentare calorico o nutrizionale inadeguato o che

·        richiedono un incremento nutrizionale.

·        persone anziane  (sopra i 55 anni di età).

·        Donne in gravidanza o che allattano.

·        I soggetti che fanno abuso di alcool o altre droghe.

·        I soggetti con malattie croniche logoranti, stress prolungati o che hanno subito da poco un intervento chirurgico.

·        Atleti o lavoratori sottoposti a pesanti attività fisiche.

·        I soggetti a cui è stata chirurgicamente rimossa una porzione del tratto gastrointestinale.

·        I soggetti con gravi ustioni o lesioni.

·        I soggetti che hanno avuto recenti perdite ematiche, in seguito ad incidenti oppure donne con forte flusso mestruale.

·        I vegetariani.

·        I neonati da 2 a 24 mesi.

 

 

Effetti benefici sulle malattie

 

Quando viene diagnosticata una anemia da carenza di ferro, con i sintomi caratteristici di pallore, predisposizione alla stanchezza e diminuita resistenza alle malattie, una dieta ricca di cibi ad alto contenuto di ferro ed una contemporanea assunzione di vitamina C accelereranno il ristabilimento dell'emoglobina a livelli normali. L'anemia perniciosa viene trattata con successo con dosi terapeutiche di sali di ferro organici ed inorganici. Il ferro è il minerale più importante per la prevenzione dell'anemia durante le mestruazioni. Il ferro può inoltre rivelarsi benefico nel trattamento delle leucemie e delle coliti.

 

 

Effetti dimostrati

 

·        Previene e cura sideropenia dovuta ad una dieta carente di questo minerale o ad

·        altre cause.

·        Stimola la produzione di emoglobina del midollo osseo.

·        E' presente in numerosi enzimi e proteine.

 

Effetti benefici, supposti non dimostrati

 

·        Indispensabile nella cura dell'alcolemia.

·        Attenua la sintomatologia dolorosa associata al ciclo mestruale.

·        Stimola il sistema immunitario.

·        Migliora il rendimento fisico.

·        Previene i disordini dell'apprendimento nei bambini.

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

 

Evitare l'assunzione nel caso di :

 

·        Allergia a qualsiasi integratore di ferro.

·        Epatite acuta.

·        Emosiderosi o emocromatosi ( condizioni che implicano un eccesso di ferro nel corpo ).

·        Anemia emolitica.

·        Trasfusioni ripetute di sangue.

 

Occorre intervenire nel caso di :

 

·        Gravidanza nell'intero periodo.

·        Intervento chirurgico allo stomaco.

·        Ulcera peptica, enterite, colite.

·        Pancreatite o epatite.

·        Alcolismo.

·        Malattie renali.

·        Artrite reumatoide.

·        Disturbi intestinali.

 

Sopra i 55 anni di età :

 

·        Aumenta la probabilità che si verifichi una carenza. Consigliare frequenti controlli

      per rilevare eventuali sintomi di anemia o costanti perdite ematiche attraverso le

     feci.

 

 

 

Gravidanza :

 

·        Il fabbisogno di ferro aumenta. Preventivare i controlli. Durante i primi 3 mesi,

     valutare una eventuale integrazione.

·        Evitare le megadosi.

 

 

Allattamento :

 

·        Non sono probabilmente necessarie integrazioni in soggetti sani e che consumino

     una dieta bilanciata.

·        Il bambino può richiedere un'integrazione.

·        Evitare le megadosi.

·        Effetto sugli esami di laboratorio : può essere la causa di risultati anomali nella

     bilirubina ematica, nella calcemia, nella sideremia, negli speciali studi radioattivi

     delle ossa, con il tecnetio ( Tc 99m agente marcante ), esame per rilevare la

     presenza di sangue nelle feci.

 

 

Conservazione : 

 

·        Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta, ma non congelare.

·        Tenere lontano dalla portata dei bambini.

 

 

Altro :         

 

·        Il ferro può essere accumulato fino a raggiungere livelli dannosi ( emosiderosi ) in

     pazienti con insufficienza renale cronica, morbo di Hodgkin, artrite reumatoide.

·        Un uso prolungato di altre dosi può causare emocromatosi, che provoca pelle color bronzo, diabete, danni epatici, impotenza, problemi cardiaci.

 

 

Sovradosaggio/tossicità

 

Segni iniziali : melena, forte nausea, dolori addominali, ematemesi.

Segni conclamati : debolezza, collasso, pallore, labbra bluastre, mani, dita e unghie bluastre, respiro poco profondo, convulsioni, coma, battiti cardiaci deboli o veloci.

 

·        Per i sintomi da sovradosaggio : interrompere il trattamento e valutare

      l 'intervento. Vedi "Controindicazioni, effetti collaterali sintomi da sovradosaggi”

·        Per i sintomi da overdose accidentale ( come nel caso di un bambino che ne abbia ingerita un'intera bottiglia ) : telefonate al Pronto Soccorso o al più vicino centro anti-veleni.

 
 
Controindicazioni, effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio

 

·        Denti macchiati : dissolvere in acqua o in succo di frutta per diminuire l'effetto.

     Lavare i denti con bicarbonato di sodio o perossido di idrogeno.

·        Dolori addominali : interrompere il trattamento. Occorre l'intervento medico

     immediato.

·        Dolori al torace : ricorrere ad un intervento d'urgenza.

·        Feci nere o grigie ( sempre ) : niente.

·        Mal di gola : interrompere il trattamento. Occorre l'intervento medico immediato.

·        Melena : ricorrere ad un intervento d'urgenza.

·        Sonnolenza : interrompere il trattamento. Occorre l'intervento medico immediato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LO IODIO

 

 

Descrizione

 

 

Lo iodio, anch’esso minerale-traccia, immesso nell’organismo viene trasformato in ioduro e interviene attivamente nel metabolismo della ghiandola tiroide come parte integrante del suo ormone tirossina. Si calcola che l'organismo contenga 25 milligrammi di tirossina, circa lo 0,0004% del peso totale. Tale ormone aiuta l’organismo a bruciare il grasso in eccesso, favorisce la crescita e lo sviluppo, l’acutezza mentale, il modo di parlare, la condizione dei capelli, unghie, pelle; favorisce anche la conversione di carotene in vitamina A, la sintesi proteica, l'assorbimento di carboidrati da parte dell'intestino e la sintesi del colesterolo. Tutti i tipi di fauna marina, animale e vegetale assorbono iodio dall'acqua del mare e sono ottime fonti di questo minerale, così come funghi e muschi irlandesi, se sono cresciuti in terreno ricco di iodio.

 

Tab. 4

Le migliori fonti dietetiche di iodio sono:

 

Alghe di mare

Olio di fegato di merluzzo

Aragosta

Ostriche

Aringa

Sale da tavola (iodato)

Gamberetti

Salmone in scatola

Merluzzo

Semi di girasole

Tab. 4

 

 

Assimilazione e riserva

 

 

Lo iodio viene prontamente assorbito dal tratto gastrointestinale e per il 30% viene trasportato attraverso la corrente sanguigna alla ghiandola tiroide; il resto invece, viene assorbito dai reni ed eliminato con le urine.

 

 

Interazione con farmaci, vitamine o minerali:

·        Carbonato di litio per il trattamento della psico maniaco depressiva.

 

Interazioni con altre sostanze:

·     Nessuna.

 

 

Dosaggi e tossicità

 

Il Consiglio Nazionale di Ricerca ritiene sufficiente, nella maggior parte degli adulti, l'assunzione di un microgrammo di iodio per chilogrammo di peso. Si consiglia un'assunzione giornaliera di 130 microgrammi per gli uomini, 100 microgrammi per le donne, 125 microgrammi durante la gravidanza, 150 microgrammi durante l'allattamento, naturalmente presente nel cibo e nell’acqua. Non si sono verificati casi di tossicità derivanti da un eccessivo consumo di iodio, tuttavia preparato come farmaco deve essere prescritto con molta attenzione, per evitare sovradosaggi. Infatti improvvise dosi eccessive in pazienti con una funzionalità tiroidea fisiologica possono comprometterne il metabolismo. Sono consigliabili integratori di iodio per quelle persone, cui sia stata imposta una dieta terapeutica a basso tenore di sale.

 

 

Posologia

 

Tab. 5

Fabbisogni giornalieri raccomandati: valori giornalieri raccomandati dal Food and Nutrition Board of the National Research Council, 1989

Età

RDA (*)

0-6 mesi

40mcg

6-12 mesi

50mcg

1-3 anni

70mcg

4-6 anni

90mcg

7-10 anni

120mcg

Maschi

 

11-14 anni

150mcg

15-18 anni

150mcg

19-24 anni

150mcg

25-50 anni

150mcg

51+

150mcg

Femmine

 

11-14 anni

150mcg

15-18 anni

150mcg

19-24 anni

150mcg

25-50 anni

150mcg

51+

150mcg

Gravidanza

175mcg

Allattamento 1-6 mese

200mcg

Allattamento +7 mesi

200mcg

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 5

Come agisce questo minerale:

 

Lo iodio è un componente degli ormoni tiroidei: tetraiodotironina (tiroxina) e triiodotironina.

 

Altro:

 

Il sale iodato e l'uso degli iodofori come antisettici da parte dell'industria alimentare, sono le fonti maggiori di iodio nella maggior parte delle diete.Il consumo di 100-300 mcg al giorno è innocuo.

     

 

Effetti:

 

 

Effetti da carenza e sintomi

 

Carenze di iodio possono provocare il gozzo semplice, caratterizzato da ingrossamento della tiroide e ipotiroidismo; sono state notate relazioni anche nell’indurimento delle arterie, obesità, metabolismo lento, reazioni mentali rallentate, capelli secchi, polso rapido, palpitazioni di cuore, tremori, nervosismo, tensione e irritabilità, il cretinismo, malattia congenita caratterizzata da ritardo fisico e mentale in bambini nati da madri che hanno avuto un consumo limitato di iodio durante l'adolescenza e la gravidanza, e con la polio. Infatti il manifestarsi di un maggior numero di casi di polio nel periodo estivo può essere causato in parte dalle maggiori perdite dello ione attraverso la traspirazione. Una carenza di iodio può essere causata da certi componenti presenti in alcuni cibi crudi, come i cavoli e le noci, che possono interferire col suo utilizzo nella produzione dell'ormone tiroideo e se il suo consumo risulta essere basso sin dall’inizio.

 

 

Sintomi da carenza

 

 

Carenza nell'infanzia:

 

·        Crescita rallentata

·        Ritardo nello sviluppo sessuale

·        Ritardo mentale

·        Sordità

 

Carenza nell'età adulta:

 

·        Gozzo

 

Sintomi di un basso livello di ormone tiroideo:

 

·        Svogliatezza

·        Comportamento indolente

 

Sintomi supposti non dimostrati:

 

·        Calvizie

·        Stanchezza

·        Dolori al torace

 

Esami di laboratorio rivelatori di carenza:

 

·        Scarsa funzionalità tiroidea.

 

Chi necessità di quantità addizionali

 

·        I soggetti con un introito alimentare calorico e nutrizionale inadeguato

·        I soggetti che vivono in regioni il cui suolo è povero di iodio ( sostituito con sale da tavola

·        I soggetti che consumano alimenti che possono causare gozzo: verza, spinaci, rape, lattuga, bietole, rusabaga, cavolo

 

Effetti benefici sulle malattie

 

Una terapia a base di iodio è stata sperimentata con successo nel trattamento e nella prevenzione del gozzo semplice. L'indurimento delle arterie si manifesta quando un disturbo del normale metabolismo dei grassi consente al colesterolo di raccogliersi nelle arterie invece di venire usato o eliminato. Lo iodio è necessario per prevenire tale disfunzione del metabolismo. Lo iodio, presente in quantità sufficiente nella dieta, ridurrà anche il pericolo che lo iodio radioattivo si accumuli nella tiroide. Lo iodio è benefico per i bambini affetti da cretinismo, e se il trattamento viene iniziato subito dopo la nascita, molti dei sintomi sono reversibili, ma se le condizioni persistono oltre la nascita, il ritardo fisico e mentale sarà permanente.

  

Effetti dimostrati

 

·        Promuove la normale funzione della ghiandola tiroidea.

·        Promuove la normale funzione cellulare.

·        Deprime la funzione tiroidea prima dell'intervento chirurgico sulla tiroide stessa.

·        Permette la valutazione della funzione tiroidea attraverso la somministrazione di iodio radioattivo.

·        Mantiene sani pelle, capelli, unghie

·        Previene il gozzo

Effetti benefici supposti non dimostrati

 

·        Cura l'anemia

·        Cura l'angina pectoris

·        Cura l'arteriosclerosi.

·        Cura l'artrite

·        Cura l'eritema nodoso

·        Restituisce vigore

·        Risolve i problemi di capelli

·        Cura la sporotricosi, quando l'infezione colpisce la pelle

 

Effetti sugli esami di laboratorio:

 

·        Può dare esiti falsamente elevati di tutte le funzioni tiroidee.

·        Interferisce con gli esami per il naturale sopravvivere degli steroidi nelle urine.

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

 

Evitare l'assunzione nel caso di:

 

·        Potassio ematico elevato

·        Miosonia congenita

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·        Ipertiroidismo

·        Malattie renali

·        Assunzioni di farmaci anti-tiroidei  

 

Sopra i 55 anni d'età:

 

·        Nessuna considerazione

 

Gravidanza:

 

L'eccessivo consumo di iodio in questo periodo, può causare nel bambino un ingrossamento della tiroide, ipotiroidismo o cretinismo (nanismo e insufficienza mentale).

 

 

 

 

Allattamento:

 

·        Evitare integrazioni in questo periodo.

·        Lo iodio nel latte materno può causare eritema cutaneo e la soppressione della normale funzione tiroidea nel neonato.

·        Evitare le megadosi.

 

Sintomi da sovradosaggio:

 

·        Aumento della salivazione

·        Cefalea

·        Diarrea

·        Dolori addominali

·        Eruzione cutanea

·        Febbre

·        Gambe pesanti

·        Gengive e denti doloranti

·        Glossidina e glossopirosi

·        Gusto metallico

·        Ingrossamento delle ghiandole salivari

·        Nausea

·        Stanchezza e debolezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MAGNESIO

 

Descrizione

 

         Il magnesio è un minerale essenziale che rappresenta circa lo 0,05% del peso totale del corpo; circa il 70% di esso si trova nelle ossa insieme al calcio e al fosforo, mentre il rimanente 30% è situato nei tessuti molli e nei fluidi dell'organismo. Il magnesio è collegato a molti processi metabolici essenziali. La quantità maggiore di magnesio si trova nell'interno delle cellule, dove attiva gli enzimi necessari al metabolismo dei carboidrati e degli amminoacidi.

         Contrastando l'effetto stimolante del calcio, il magnesio svolge un ruolo importante per le contrazioni neuromuscolari; aiuta a regolare l'equilibrio acido-alcalino dell'organismo, a stimolare l'assorbimento e il metabolismo di altri minerali, quali il calcio, il fosforo, il sodio e il potassio ed  inoltre ad utilizzare le vitamine del complesso B e le vitamine C ed E.

Una adeguata concentrazione di magnesio durante la crescita delle ossa è necessaria per  un buon funzionamento dei nervi e dei muscoli, compresi quelli del cuore. Alcuni studi effettuati riportano che il magnesio è associato alla regolazione della temperatura del corpo, ed è necessario per la conversione dello zucchero del sangue in energia. Il magnesio sembra essere ampiamente distribuito negli alimenti, e si trova principalmente nelle verdure verdi fresche, essendo un elemento essenziale della clorofilla; altre ottime fonti sono il germe di grano non macinato, la soia, i fichi, il mais, le mele, i semi ricchi di oli, le noci e in particolare le mandorle.

         La dolomite, un integratore dietetico naturale, è ricca di magnesio ed è una buona fonte di calcio e di minerali-traccia.

 

Tab. 6

Le migliori fonti dietetiche del magnesio sono:

 

ARINGA

merluzzo

CAUPOO

ORTAGGI VERDI CON FOGLIE

GAMBERETTI

PESCE AZZURRO

GERME DI GRANO

PESCE SPADA

IPPOGLOSSO

SEMI DI GIRASOLE

LUMACHE

SGOMBRO

MANDORLE

SOJA

MELASSA

 

Tab. 6

 

 

 

Assimilazione e riserva

 

Quasi il 50% dell'assunzione media giornaliera di magnesio avviene per opera dell’intestino tenue. Il grado di assorbimento è influenzato dagli ormoni paratiroidei, dal tasso di assorbimento dell'acqua e dalla quantità di calcio, fosfati e lattosio presente nell'organismo.

Il tasso di assorbimento del magnesio può oscillare tra valori del 75%, quando la sua assunzione è bassa, e toccare punte minime del 25%, ad alte quantità. L’eliminazione avviene attraverso i reni ed è regolata da un ormone secreto dalla ghiandola surrenale, l'aldosterone.  Le perdite di magnesio tendono ad aumentare con l'uso di diuretici e con il consumo di alcool.

 

Interazioni con farmaci, vitamine o minerali

 

·       Sodio fosfato di cellulosa.

·       Tetraciclina.

·       Ketoconazolo.

·       Vitamina D.

·       Vitamine liposolubili (A,E,k).

 

 

Dosaggio e tossicità

 

Il Consiglio Nazionale di Ricerca suggerisce un'assunzione giornaliera di magnesio di 350 milligrammi per il maschio adulto e di 300 milligrammi per la femmina adulta, fino ad arrivare a 450 milligrammi durante la gravidanza e l'allattamento. Si calcola che la dieta tipica ne fornisca 120 milligrammi per 1.000 chilocalorie, quantitativo che copre a malapena la dose di assunzione giornaliera consigliata. Le prove effettuate indicano che l'equilibrio tra il calcio e il magnesio è particolarmente importante, se  il consumo di calcio è alto, anche l'assunzione di magnesio deve essere alta. Il fabbisogno di magnesio è inoltre influenzato dalla quantità di proteine, fosforo e vitamina D presenti nella dieta, inoltre viene aumentata quando i livelli di colesterolo nel sangue ed il consumo di proteine sono alti. L'ossido di magnesio è preferito alla dolomite; se si prende la dolomite sono necessarie integrazioni supplementari di acido cloridrico per assicurare che la dolomite venga dissolta in modo adeguato. Poiché il magnesio agisce come un alcali, non dovrebbe esser preso dopo i pasti. Elevate quantità di magnesio possono rivelarsi tossiche, in particolare se l'assunzione di calcio è bassa e l'assunzione di fosforo è alta. Un’eccessiva quantità di magnesio viene di solito eliminata in modo proporzionale, ma, in caso di insufficienza renale, vi è un maggior pericolo di tossicità poiché il tasso di secrezione è di gran lunga più basso.

 

Posologia

 

Tab. 7

Fabbisogni giornalieri raccomandati: valori raccomandati del Food and Nutrition Board of the National Research Council,1989 

 

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 7

 

Nota: Il fabbisogno giornaliero di magnesio non è definito in assoluto; si calcola comunque una media di circa 300 mg giornalieri.

 

Come agisce questo minerale:

 

·        Attiva gli enzimi essenziali.

·        Influisce sul metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici.

·        Coopera nel trasporto del sodio e del potassio attraverso la membrana.

·        Influenza i livelli di calcio all'interno delle cellule.

 

 

 

 

 

 

 

Effetti:

 

 

Effetti collaterali:

 

·       Alterazioni umorali.

·       Battito cardiaco irregolare.

·       Diarrea.

·       Disordini minori(verifica).

·       Dolori addominali.

·       Inappetenza.

·       Nausea.

·       Stanchezza o debolezza.

·       Vomito.

 

 

Effetti da carenza e sintomi

 

Una carenza di magnesio può manifestarsi in pazienti affetti  da diabete, pancreatite, alcolismo cronico, disfunzioni renali, in quelle persone che seguono una dieta ad alto contenuto di carboidrati, oppure a causa di una grave mancanza di assorbimento causato da diarrea cronica o vomito; anche  alcuni ormoni, se usati come farmaci, possono sconvolgerne il metabolismo e causare carenze locali. Si ritiene che una carenza di magnesio sia da mettere in stretta relazione alla malattia coronarica del cuore. Un apporto non adeguato di questo minerale può manifestarsi con la formazione di grumi al cuore e al cervello e può facilitare depositi di calcio nei reni, nei vasi sanguigni e nel cuore. Sintomi di una carenza di magnesio possono includere apprensione, spasmi muscolari, tremori, confusione e disorientamento: Il primo passo nel trattamento dei sintomi da carenza di magnesio, specialmente tra i bambini, è quello di eliminare il latte dalla dieta.

Il calciferolo (vitamina D sintetica) contenuto nel latte ad alte dosi; come anche il fluoro, che tende a legarsi con il magnesio e a trasportarlo fuori dall'organismo, contribuisce alla carenza; è per questo che bisogna integrare la dieta invece che con vitamina D sintetica, con olio di fegato di pesce naturale, 10 volte più attivo come agente che vincola il magnesio.

 

 

Sintomi da carenza (molto rari)

 

·        Contrazioni muscolari.

·        Convulsioni.

·        Confusione e delirio.

·        Irritabilità.

·        Nervosismo.

·        Problemi dermatologici.

·       Sclerosi dei tessuti molli.

 

Sintomi supposti non dimostrati

 

·        Improvvisa insufficienza cardiaca

 

Esami di laboratorio rivelatori di carenza

 

·        Magnesio ematico.

 

Effetti benefici sulle malattie

 

Il magnesio è essenziale nell'aiutare a prevenire gli attacchi di cuore e gravi trombosi coronariche. Esso sembra avere un ruolo nel controllo della modalità di utilizzo delle scariche elettriche vengono utilizzate dall'organismo per indurre il passaggio degli elementi nutritivi intracellulari; è stato anche usato con successo per trattare disturbi alla prostata, polio e depressione.

Si è rivelato benefico anche nel trattamento di disturbi neuromuscolari, nervosismo, eccessi di collera, sensibilità al rumore e tremori alle mani, protegge il tratto urinario dagli accumuli di depositi di calcio; un trattamento a base di magnesio aiuta l'organismo a trattenerne alte quantità e spesso contribuisce a controllare il delirium tremens; negli alcolizzati, i livelli di magnesio nel sangue e nei muscoli sono bassi.

Rende il calcio e il fosforo solubili nelle urine, impedendo la formazione di calcoli, e aiuta a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue e a mantenere le arterie in buona salute; insieme al calcio, aiuta  inoltre la formazione di quel tipo di smalto dei denti che resiste alle carie. Indipendentemente dal quantitativo di calcio che si ingerisce, in mancanza di magnesio non potrà costituirsi uno smalto forte e sotto forma di dolomite è efficace nel combattere la carie dentaria. Una terapia a base di magnesio ha dato buoni risultati nella cura di diarrea, vomito, nervosismo e kwashiorkor. Poiché il magnesio contribuisce a mantenere la salute del sistema nervoso, esso è stato usato con successo nel controllo delle convulsioni in donne in stato di gravidanza e in pazienti epilettici. Essendo molto alcalino, agisce come antiacido gastrico.

 

 

 

 

 

 

Effetti dimostrati

 

·        Coopera alla crescita delle ossa.

·        Stimola la funzione muscolare e nervosa e normalizza il ritmo cardiaco.

·        Promuove le normali funzioni metaboliche.

·        Trasmette gli impulsi nervosi.

·        Agisce come lassativo se assunto in forte dosi.

·        Agisce come antiacido se assunto in dosi leggere.

·        Rinforza lo smalto dei denti.

 

 

Effetti benefici supposti non dimostrati

 

·        Indispensabile nella cura dell'alcolemia.

·        Cura i calcoli renali.

·        Allieva i disturbi cardiaci.

·        Coopera al controllo dell'alitosi.

·        Coopera nel contenere l'intossificazione da potassio

 

 

Quantità addizionali per:

 

·        I soggetti con un introito alimentare e calorico  e nutrizionali inadeguato.

·        I soggetti che fanno abuso di alcool e droghe.

·        I soggetti con  malattie croniche logoranti o che hanno da poco subito un intervento chirurgico.

·        I soggetti con gravi ustioni o lesioni.

 

 

 

Effetto sugli esami di laboratorio:

 

·       Rende imprecisi gli esami sulla secrezione gastrica.

·       Può aumentare o diminuire le concentrazioni di fosfato ematico.

·       Può diminuire il pH ematico(verifica foglio).

 

 

 

 

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

 

Evitare l'assunzione nel caso di:

 

·       Insufficienza renale.

·       Arresto cardiaco.

·       Ileostomia

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·       Costipazioni croniche(verifica), colite, diarrea.

·       Sindromi di appendice.

Sanguinamento allo stomaco o all'intestino.

 

 

Sopra i 55 anni d'età:

 

·       Maggior probabilità di effetti collaterali.

 

 

Gravidanza:

 

·       Rischi sul feto

 

 

Allattamento:

 

·        Evitare le megadosi.

 

 

 

Test umani

 

1. Il magnesio e i calcoli renali. Una donna incinta di 33 anni aveva avuto almeno dagli otto ai dodici calcoli durante le precedenti gravidanze. Le sono stati somministrati dai 500 ai 1.500 milligrammi di magnesio al dì per un periodo di sei settimane.

Risultati. La gravidanza nel corso della quale le erano state somministrate dosi orali di magnesio è stata la prima in cui non ha avuto un solo calcolo renale.

 

IL MANGANESE

 

Descrizione

 

Il manganese è un minerale-traccia e il suo ruolo consiste nell'attivare numerosi enzimi; favorisce l'utilizzo della colina ed è un attivatore degli enzimi necessari per l’attivazione della biotina, della tiamina e dell'acido ascorbico. Il manganese è un catalizzatore della sintesi degli acidi grassi e del colesterolo e partecipa alla produzione delle proteine, dei carboidrati e dei grassi. È necessario per uno sviluppo normale dello scheletro e può essere importante per la costituzione del sangue.

Il manganese è un elemento rilevante per la produzione del latte durante la gravidanza e la formazione di urea, una parte dell'urina. Contribuisce a mantenere costante la produzione degli ormoni sessuali, aiuta a nutrire i nervi ed il cervello. I cereali integrali, il tuorlo d'uovo e i vegetali verdi sono tra le migliori fonti di manganese, ma il contenuto varia in relazione alla quantità presente nel suolo.

 

Tab. 8

Le migliori fonti dietetiche di manganese sono:

Alga marina

Grano saraceno

Avocado

More

Arachidi

Nocciole

Caffè

Noce americana

Castagne

Orzo

Chiodi di garofano

Piselli

Fagioli

Spinaci

Zenzero

Farina di avena

Tab. 8

 

 

 

Assimilazione e riserva

 

Il manganese viene scarsamente assorbito mentre si trova nel tratto intestinale, grosse assunzioni di calcio e fosforo nella dieta ne diminuiscono il tasso di assorbimento. La maggior parte viene assorbita sotto forma di colina complessa nella bile, mentre l’eliminazione avviene attraverso le feci. L'organismo adulto contiene soltanto dai 10 ai 20 milligrammi di manganese; le concentrazioni più alte sono presenti nelle ossa, nel fegato, nel pancreas e nella ghiandola pituitaria.

 

 

 

 

Interazioni con farmaci, vitamine o minerali:

 

·        Calcio.

·        contraccettivi orali.

·        Fosfato

·        Magnesio

 

Dosaggio e tossicità

 

 

Il Consiglio Nazionale di Ricerca non stabilisce alcuna dose dietetica consigliata di manganese. La dieta giornaliera media ne contiene approssimativamente quattro milligrammi, che rientrano nei limiti della quantità (che va dai 3 ai 9 milligrammi) che si calcola necessaria ad un adulto. Una notevole assunzione di calcio e di fosforo aumenterà il fabbisogno di manganese. Dosaggi estremamente alti di manganese portano ad una riduzione della riserva e dell'utilizzazione del ferro. I lavoratori dell'industria frequentemente esposti alla polvere di manganese possono assorbire nelle vie respiratorie una quantità tale del metallo da dare luogo a sintomi di tossicità. Debolezza e difficoltà psicologiche e motorie possono manifestarsi in seguito ad un alto livello di manganese nei tessuti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Posologia

 

Tab. 9

Fabbisogni giornalieri raccomandati:

 

Età

RDA(*)

0-6 mesi

0.6 mg

6-12 mesi

1 mg

1-3 anni

1.5 mg

4-6 anni

2 mg

7-10 anni

3 mg

Maschi

 

11-14 anni

5 mg

15-18 anni

5 mg

19-24 anni

5 mg

25-50 anni

5 mg

51+

5 mg

 

Femmine

 

11-14 anni

5 mg

15-18 anni

5 mg

19-24 anni

5 mg

25-50 anni

5 mg

51+

5 mg

Gravidanza

5 mg

Allattamento 1-6 mesi

5 mg

Allattamento + 7 mesi

5 mg

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 9

 

Nota: nelle adolescenti si propone di aumentare la quantità minima a mg 3.5 al giorno.

 

Come agisce questo minerale:

 

·        Il manganese è concentrato nelle cellule dell'ipofisi, del fegato, del pancreas, dei reni e delle ossa. Influenza la sintesi dei mucopolisaccaridi, stimola la produzione del colesterolo da parte del feagto ed è un co-fattore di molti enzimi.

 

 

 

Altro:

 

·        Il manganese  si trova in abbondanza in molti cibi.

·          I minatori e i lavoratori di alcune industrie corrono il rischio di tossicità per           inalazioni di questo minerale. L'inalazione cronica può condurre ai sintomi del morbo di Parkinson.

 

Effetti:

 

Effetti da carenza e sintomi

 

Una carenza di manganese può compromettere la tolleranza al glucosio, che si manifesta con l'incapacità di eliminare gli eccessi di zucchero nel sangue tramite ossidazione e/o deposito. L'atassia, una deficienza nel coordinamento muscolare, è stata collegata ad una inadeguata assunzione di manganese. Le carenze possono anche apportare paralisi, convulsioni, cecità e sordità ai neonati. Vertigini, ronzii nelle orecchie e perdita dell'udito possono manifestarsi negli adulti.

 

Effetti benefici sulle malattie

 

Il manganese si è rilevato benefico nel trattamento del diabete. Combinato con le vitamine B, ha aiutato bambini e adulti che erano affetti da grave debolezza stimolando la trasmissione degli impulsi tra nervi e muscoli. Il manganese contribuisce anche alla cura della miastenia grave (deficienza del coordinamento muscolare e perdita della forza muscolare);secondo alcuni studi condotti , si ritiene che il manganese può essere utilizzato nel trattamento della sclerosi multipla.

 

Effetti dimostrati:

 

·        Promuove uno sviluppo ed una crescita normali.

·        Promuove la funzione cellulare.

·        Indispensabile nelle attività enzimatiche per produrre energia.

·        È usato per soggetti che vengono alimentati per via endovenosa o nasogastrica.

 

 

Effetti benefici supposti non dimostrati:

 

·        Attenua i disturbi asmatici.

·        Aiuta nella cura contro la sterilità.

·        Attenua i disturbi diabetici.

·        Aiuta a sopportare la fatica.

·        Ha un'azione anti-invecchiamento.

·        Aiuta nella cura della schizzofrenia.

·        Svolge un ruolo essenziale nella riproduzione.

 

 

Chi necessità di quantità addizionali?

 

·        I soggetti gravemente malati alimentati per via endovenosa o nasogastrica.

 

 

Sintomi da carenza:

 

·        Crescita e sviluppo anormali nei bambini.

·        In età adulta non si evidenziano sintomi da carenza.

 

Sintomi supposti non dimostrati:

 

·        Rallentamento della crescita della barba e dei capelli.

·        Nausea e vomito occasionali.

·        Ipocolesterolemia.

·        Perdita di peso.

 

Esami di laboratorio rivelatori di carenza

 

·        Manganese ematico.

 

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

 

Evitare l'assunzione nel caso di:

 

·        Individui sani con alimentazione bilanciata.

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·        Malattie epatiche.

 

Sopra i 55 anni d'età:

 

·        Non dovrebbero esserci problemi.

 

 

Gravidanza ed allattamento:

 

·        Evitare le megadosi.

 

Effetto sugli esami da laboratorio:

 

·        Un eccesso di manganese può ridurre la sideremia.

 

Sintomi da sovradosaggio:

 

·        Cefalea.

·        Crampi alle gambe.

·        Disturbi alla respirazione.

·        Impotenza.

·        Inappetenza

·        Stanchezza insolita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LO ZINCO

 

Descrizione

 

Lo zinco è un minerale-traccia essenziale presente nell’organismo in quantità superiori a quelle di qualsiasi altro elemento traccia, al di fuori del ferro; infatti l’organismo umano contiene 1,8 gr di Zinco rispetto ai quasi 5 gr. di ferro. Lo zinco svolge svariate funzioni: 1) è in relazione con il normale assorbimento e con l’azione delle vitamine, in particolare quelle del complesso B; 2) è un elemento costitutivo di almeno 25 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo; 3) è un componente dell’insulina e fa parte dell’enzima necessario per scomporre l’alcool; 4) svolge un ruolo fondamentale nella digestione dei carboidrati e del metabolismo del fosforo nonché nella sintesi dell’acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine nelle cellule.

         Lo zinco è essenziale per la crescita generale, per un corretto sviluppo degli organi della riproduzione e per il normale funzionamento della prostata; inoltre recenti rivelazioni mediche indicano che lo zinco è importante per la rimarginazione delle ustioni e delle ferite.

         Questo minerale può anche essere necessario nella sintesi del DNA, che porta in sé tutti i caratteri ereditari e che dirige l’attività di ciascuna cellula. Le migliori fonti contenenti tutti gli elementi-traccia nel giusto equilibrio sono i cibi naturali non trattati, preferibilmente quelli coltivati in terreni fertilizzati organicamente. Diete ricche di proteine, di prodotti a base di cereali integrali, di lievito di birra, di crusca, di gemme di grano, e di semi di zucca sono di solito ricche di zinco. Il contenuto di zinco nella maggior parte delle acque potabili cittadine è tuttavia irrilevante.

 

Tab. 10

Le migliori fonti dietetiche di zinco sono:

 

Agnello

Ostrica

Aringa

Pesce

Crusca

Prodotti integrali

Cuore di pollo

Sciroppo d’acero

Gemme di grano

Semi di girasole

Latte

Semi di sesamo

Lievito

Soja

Maiale

Tacchino

Manzo magro

Tuorlo

Melassa

Zucchero bruno

Tab. 10

 

 

Assimilazione e riserva

 

Lo zinco viene prontamente assorbito nella parte superiore dell’intestino tenue e la via principale per l’eliminazione è il tratto gastrointestinale; solo una minima parte viene persa con le urine.

Le riserve maggiori di zinco sono il fegato, il pancreas, i reni, le ossa, i muscoli volontari; questo è depositato anche in alcune parti degli occhi, nella prostata, negli spermatozoi, nella pelle, nei capelli, nelle unghie e nei globuli bianchi.

Una grossa assunzione di calcio e di acido fitico combinati, così come si trova in certi cereali, può  impedirne l’assorbimento, quindi, se l’assunzione di calcio e di acido fitico è elevata, bisogna aumentare il consumo di zinco.

 

 

Interazioni con farmaci, vitamine o minerali

 

·        Calcio: interferisce con l'assorbimento del calcio.

·        Contraccettivi orali: abbassa i livelli di zinco nel sangue.

·        Diuretici: aumentano l'escrezione di zinco. Se ne debbono prendere grandi quantità.

·        Farmaci cortisonici: possono interferire con gli esami per la determinazione dello zinco.

·        Ferro: diminuisce l'assorbimento di ferro. L'assunzione di alti dosaggi di zinco possono produrre questo effetto.

·        Rame: diminuisce l'assorbimento del rame. L'assunzione di alti dosaggi di zinco possono produrre questo effetto.

·        Tetraciclina: diminuisce l'assorbimento di tetraciclina a livello ematico. Tetraciclina e zinco non dovrebbero essere associati.

·        Vitamina A: coopera nell'assorbimento della vitamina A.

 

 

 

Dosaggi e tossicità

 

Il Consiglio Nazionale di Ricerca suggerisce che nella dieta sia somministrato all’organismo, quotidianamente un apporto di zinco pari a 15 mg per gli adulti; 15 mg in più vengono consigliati per il periodo di gravidanza e ulteriori 25 durante l’allattamento. Il contenuto medio di zinco, in una dieta mista, varia dai 10 ai 15 mg.

Lo zinco è relativamente atossico benché un avvelenamento possa essere causato dal consumo di cibi conservati in contenitori galvanizzati. Elevate assunzioni di zinco interferiscono con l’utilizzazione del rame, causando un metabolismo incompleto del ferro e del rame nel fegato. Quando lo zinco viene integrato alla dieta, occorre ingerire anche quantità maggiori di vitamina A.

 

Effetti:

 

 

Effetti da carenza e sintomi

 

La causa più comune di una carenza da zinco è una dieta squilibrata, benché altri fattori possano concorrervi; per esempio il consumo di alcool può causare una carenza in quanto spinge lo zinco depositato fuori dal fegato e nelle urine; tutto ciò causa un aumento di stanchezza, una maggiore esposizione alle infezioni e alle ferite, tempi prolungati di rimarginazione e una diminuita prontezza mentale; ritardo nella crescita, e ritardata maturità sessuale. Un’insufficienza di zinco, unita a quella del rame e del vanadio, può portare all’aterosclerosi, anche le smagliature della pelle e le macchie bianche sulle unghie possono esserne sintomi. Il cadmio, un minerale tossico, accentua i segni di carenza di zinco, depositandosi nell’organismo e provocando gravi danni, che possono essere superati aumentandone il consumo. Recenti studi dimostrano che una carenza di zinco causa sterilità e nanismo negli essere umani. Tale carenza  determina cambiamenti dannosi: nel cancro alla prostata, i livelli di zinco nella ghiandola sono molto bassi. James A. Halstead e Cecil Smith, Jr., della Trace Element Research Laboratory, Washington, D.C., hanno condotto interessanti studi sullo zinco, riscontrando bassi livelli di zinco nel plasma sanguigno di persone affette da cirrosi alcolica e da altri tipi di malattie del fegato, ulcere, attacchi cardiaci, mongolismo e fibrosi cistica. Anche donne incinte e donne che prendevano contraccettivi orali presentavano nel plasma sanguigno bassi tassi di zinco. Un’eccessiva eliminazione di zinco si manifesta nella leucemia e nella malattia di Hodking, ma le cause sono sconosciute.

 

Sintomi da carenza

 

Carenza moderate:

·        Perdita del gusto e dell’odorato.

·        Crescita non ottimale dei bambini.

·        Alopecia.

·        Eruzioni cutanee.

·        Lesioni multiple sulla pelle.

·        Glossite.

·        Stomatite.

·        Blefarite.

·        Paronichia.

·        Sterilità.

·        Oligospermia.

·        Difficoltà a cicatrizzare.

 

 

Carenze gravi:

 

·        Ritardo nella formazione delle ossa.

·        Epatosplenomegalia.

·        Riduzione del volume testicolare.

·        Funzioni testicolari inferiori alla norma.

·        Rallentamento della crescita o nanismo.

 

Sintomi supposti non dimostrati

 

·        Sterilità.

·        Sintomi di malattia da immunodeficienze, come ad esempio infezioni ricorrenti, miastenia, diarrea, inspiegabile perdita di peso, febbre ingiustificata, ipertrofia delle ghiandole linfatiche.

 

Esami di laboratorio rilevatori di carenza

 

·        Zinco ematico (spettroscopia ad assorbimento atomico)

 

Chi necessita di quantità addizionali?

 

·        I soggetti con introito dietetico calorico e nutrizionale inadeguato o che richiedono un incremento addizionale.

·        I bambini in età pre-scolare.

·        Le persone anziane (sopra i 55 anni di età).

·        Le donne in gravidanza o allattamento.

·        I soggetti che fanno abuso di alcool o altre droghe.

·        I soggetti con malattie croniche logoranti, stress prolungati o coloro che hanno da poco subito un intervento chirurgico.

·        I soggetti a cui è stato chirurgicamente rimossa una porzione del tratto gastrointestinale.

·        I soggetti con gravi ustioni o lesioni.

·        I soggetti che assumono diuretici.

 

 

Effetti benefici sulle malattie

 

Lo zinco aiuta ad eliminare i depositi di colesterolo ed è stato usato con successo nel trattamento dell’aterosclerosi. Può contribuire ad una rapida rimarginazione delle cicatrici interne o di qualsiasi ferita alle arterie. Lo zinco è benefico nella prevenzione e trattamento dell’infertilità; garantisce un perfetto sviluppo della maturità degli organi sessuali. La sua somministrazione è importante nel morbo di Hodking e nella leucemia, nel trattamento della cirrosi epatica e dell’alcolismo. Inoltre è efficace nella cura del diabete, grazie ai suoi effetti regolatori sull’insulina nel sangue; infatti, l’aggiunta di zinco all’insulina prolunga il suo effetto sullo zucchero. (Un pancreas diabetico contiene solo circa la metà dello zinco rispetto ad uno sano).

 

 

Effetti dimostrati

 

·        Funziona come anti-ossidante.

·        Regolarizza il gusto e l’odorato.

·        Promuove una crescita e uno sviluppo regolare.

·        Favorisce la cicatrizzazione delle ferite.

·        Favorisce la sintesi del DNA e dell’RNA.

·        Promuove la divisione cellulare, la riparazione e la sintesi.

·        Regolarizza il livello ematico della vitamina A.

 

 

Effetti benefici, supposti non dimostrati

 

·        Mitiga l’angina.

·        Mitiga la cirrosi epatica.

·        Migliora le difese immunitarie.

·        Previene il cancro.

·        Aumenta la virilità e l’energia sessuale.

·        Supporta la terapia diabetica.

·        Cura l’acne.

·        Cura l’artrite.

·        Ritarda l’invecchiamento.

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

 

Evitare l'assunzione nel caso di:

 

·       Ulcere gastriche o duodenali.

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·       Eventuale assunzione di dosi superiori a quelle indicate dal produttore.

·       Integrazioni di calcio o di farmaci con tetraciclina. Lo zinco può interferire con l'assorbimento di tali farmaci.

 

Sopra i 55 anni d'età:

 

·       Ci sono maggiori probabilità che si verifichino carenze.

 

Gravidanza:

 

·       Molte diete hanno un basso apporto di zinco e possono non fornire quantità adeguate a sopperire l'aumentato fabbisogno di questo periodo. Valutare l'effettivo fabbisogno in relazione al quadro clinico.

·       Un consumo eccessivo può portare a parto prematuro o ad esiti letali per il feto.

·       Evitare le megadosi.

 

Allattamento:

 

·       Molte diete hanno un basso apporto di zinco e possono non fornire quantità adeguate a sopperire l'aumentato fabbisogno di questo periodo. Valutare la necessità d'integrazioni.

·       Evitare le megadosi.

 

Effetto sugli esami di laboratorio:

 

·       Diminuisce i livelli delle lipoproteine ad altà densità (HDL) nei giovani maschi.

·       Un alto dosaggio diminuisce il rame nel sangue.

 

Conservazione:

 

·       Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta, ma non congelare.

·       Tenere lontano dalla portata dei bambini.

 

 

 

Sovradosaggio/tossicità

 

È molto improbabile la tossicità ai livelli definiti dall'RDA.

 

Il sovradosaggio produce sonnolenza, letargia, stordimento, difficoltà di scrittura, barcollio, inquietudine, vomito eccessivo che causa disidratazione.

 

·        Per i sintomi da sovradosaggio: interrompere il trattamento e valutare l'intervento. Vedi "Controindicazioni, effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio".

·        Per i sintomi da overdose accidentale (come nel caso di un bambino che ne abbia ingerita un'intera bottiglia): telefonare al Pronto Soccorso o al più vicino centro anti-veleni.

 

Controindicazioni, effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio

 

·        Diarrea lieve: interrompere il trattamento. Occorre intervento medico.

·        Dolori addominali: ricorrete ad un intervento d'urgenza.

·        Nausea: interrompere il trattamento. Occorre l'intervento medico immediato.

·        Sanguinamento anormale: ricorrete ad un intervento d'urgenza.

·        Ulcere gastriche: interrompere il trattamento. Occorre l'intervento medico immediato.

·        Vomito: interrompere il trattamento. Occorre l'intervento medico immediato.

 

Interazione con altre sostanze

 

L'alcool, preso anche in quantità moderate, può aumentare l'escrezione di zinco e può diminuire la capacità dell'organismo di utilizzare lo zinco a livello epatico.

 

Bevande:

 

·        Il caffè non dovrebbe essere consumato contemporaneamente all'assunzione di zinco perché potrebbe diminuirne l'assorbimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CROMO

 

 

Descrizione

 

Il cromo è un elemento minerale essenziale che si trova in concentrazioni di venti parti di cromo per 1 bilione di parti di sangue. E' essenziale sia nella nutrizione degli animali che degli uomini, perché stimola l’attività degli enzimi coinvolti nel metabolismo del glucosio, aumentando l'efficacia dell'insulina, facilitandone così il trasporto, ed è utile per l’energia e per la sintesi degli acidi grassi e del colesterolo. Nel sangue compete con il ferro nel trasporto delle proteine e può anche essere coinvolto nella sintesi delle stesse attraverso la sua azione vincolante con le molecole dell’RNA. Riserve di cromo si possono ritrovare nell’olio di mais, nelle vongole, nei cereali integrali e carni; Frutta e vegetali ne contengono invece quantità minime; il lievito di birra ne fornisce una quantità sufficiente senza compromettere un’alta assunzione di carboidrati e, quindi, alti tassi di colesterolo.

 

Tab. 11

Le migliori fonti dietetiche di cromo sono:

Fegato di vitello

Patate con la buccia

Frutta fresca

Pesce e frutti di mare

Latticini

Pollo

Lievito di birra

Prodotti integrali

Manzo

Uova

Ostriche

 

Tab. 11

 

 

Assimilazione e riserva

 

Il cromo è un elemento difficile da assorbire; soltanto circa il 3% viene trattenuto nell’organismo, quantità che diminuisce in rapporto all'avanzare dell'età. Questo oligominerale si deposita soprattutto nella milza, nei reni e nei testicoli; piccole quantità vengono anche depositate nel cuore, nel pancreas, nei polmoni e nel cervello. Il cromo è stato ritrovato in alcuni enzimi e nell’RNA. L’eliminazione avviene principalmente attraverso l’urina, ed in quantità minori attraverso le feci. La quantità di cromo depositata nell’organismo diminuisce con l’età.

 

 

 

 

 

 

Dosaggio e tossicità

 

Non vi è alcuna dose dietetica consigliata riguardo il cromo. L’assunzione quotidiana  per gli esseri umani è stimata in ragione di 80-100 microgrammi, sotto forma di complessi multivitaminici\minerali. Necessitano di quantità addizionali: soggetti che fanno abuso di alcool o altre droghe; con malattie croniche logoranti, o nel trattamento post-operatorio, specialmente nel tratto gastrointestinale o che hanno riportato gravi ustioni o lesioni, e soggetti con un introiti alimentare calorico nutrizionale inadeguato, o ne che richiedono un incremento.

 Agisce nel trasporto degli amminoacidi alle cellule del fegato e del cuore e nel migliorare l’effetto dell’insulina nell’utilizzo del glucosio.

La tossicità può derivare dall’eccessiva esposizione a i processi industriali quali ad esempio la concia delle pelli, la tintura tessile, la perforazione per la ricerca del petrolio, la fotografia, la produzione di prodotti per trattare il legno, la pulitura dei mobili, la lavorazione della pellicce, la fabbricazione del vetro, la produzione di acciaio, cemento, la riparazione dei locomotori diesel.

 

 

 

Posologia

 

Tab. 12

Fabbisogni giornalieri raccomandati (RDA(*)): nessuna RDA è stata stabilita. Valori giornalieri di sicurezza:

 

Età

Introito

0-6 mesi

0,01-0,04 mg

6-12 mesi

0,02-0,06 mg

1-3 anni

0,02-0,08 mg

4-6 anni

0,03-0,12 mg

Sopra i 7 anni

0,05-0,20 mg

*RDA = Recommended  Daily Allowance

Tab. 12

 

 

 

Effetti:

 

Effetti da carenza e sintomi

 

Anche una leggera carenza di cromo avrà gravi conseguenze sull’organismo. La raffinazione dei carboidrati è una probabile causa della perdita di cromo. Una carenza di cromo può essere un fattore che inibisce la funzione dell’insulina, che si manifesta in diminuiti tassi di crescita e in una grave intolleranza al glucosio nei diabetici. Si ritiene anche che l’interazione del cromo e dell’insulina non sia limitata al metabolismo del glucosio ma valga anche per il metabolismo degli amminoacidi.

Il cromo può inibire la formazione di placche aortiche e una carenza può contribuire all’arteriosclerosi.

 

 

 

Sintomi da carenza

 

·        Ridotta sensibilità dei tessuti al glucosio, simile al diabete.

·        Disordine nel metabolismo del glucosio, dei grassi e delle proteine.

·        Sintomi che si evidenziano in soggetti con una conclamata sintomatologia diabetica, quali sovrappeso, senso di fatica, aumento della sensazione di sete e dell’appetito, tenesmo urinario, diminuita resistenza alle infezioni, infezione al tratto urinario e batteriche di pelle, bocca e vagina.

 

 

Effetti benefici sulle malattie

 

Il cromo aiuta a regolare il livello di zucchero nel sangue.

 

 

Effetti dimostrati

 

·        Promuove  il metabolismo del glucosio.

·        Coopera con l’insulina nella regolazione della glicemia.

·        Diminuisce il fabbisogno d’insulina e migliora la tolleranza del glucosio in alcuni soggetti con un’insorgenza diabetica avanzata.

 

 

Effetti benefici supposti non dimostrati

 

·        Cura l’arteriosclerosi e il diabete.

·        Facilita il legame dell’insulina alla membrana cellulare.

 

 

Sintomi supposti non dimostrati

 

·        Nessuno

 

 

Esami di laboratorio rivelatori di carenza

 

·        Cromo ematico

·        L’analisi del capello non è considerata attendibile per definire eventuali carenze e tossicità.

 

Effetto sugli esami di laboratorio:

 

·        Studi sulla sopravvivenza di globuli rossi condotti dopo esalazione di cromo radioattivo, evidenziano livelli ancora falsamente elevati

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

Evitare l’assunzione nel caso di:

 

·        Gravidanza e allattamento

·        Lavoro in ambienti con alte concentrazioni di cromo

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·        Diabete

·        Malattie polmonari, epatiche e renali

 

Sopra i 55 anni d’età:

 

·        Non c’è un fabbisogno specifico in una dieta bilanciata.

 

Conservazione:

 

·        Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta, ma non congelare.

 

Interazioni con altre sostanze

 

·        Insulina: Può diminuire la quantità di insulina per la cura del diabete.

·        Zucchero: è parzialmente distrutto dal cromo.

 

 

 

 

FLUORO

 

 

Descrizione

 

 

Il fluoro è presente nei tessuti corporei in quantità molto variabili; le maggiori concentrazioni si osservano  nelle ossa e nei denti, dove svolge un ruolo importante nei riguardi della carie dentaria, particolarmente in età molto veloce, con un meccanismo non ancora completamente chiaro.

Nonostante si sia riscontrato in certe specie di animali un effetto positivo del fluoro nell’accrescimento, nella riproduzione, nell’emopoiesi e la mineralizzazione, non esistono ancora criteri sufficienti per attribuire a questo elemento un definitivo ruolo in questi processi. Sono state avanzate ipotesi circa l’interrelazione del fluoro nell’assorbimento e l’utilizzo di altri nutrienti; sembra infatti, che favorisca in qualche modo l’assorbimento del ferro.

 

Tab. 13

Le migliori fonti naturali di fluoro sono:

 

Fegato di vitello

Salmone in scatola

Mele

Sardine in scatola

Merluzzo

Rognone

Uova

Tab. 13

 

 

Assimilazione e riserva

 

 

L’assorbimento del fluoro, principalmente attraverso lo stomaco, è ottimizzato sotto forma di fluoruri solubili; il livello massimo di fluoro nel sangue è raggiunto nell’uomo dopo un’ora dall’ingestione, e dopo 3-4 ore si rileva il 20-30% della dose nelle urine. Tuttavia piccole quantità sono escrete anche attraverso il sudore e le feci. I reni sono i maggiori responsabili della regolazione del contenuto di fluoro nel plasma e soprattutto il tessuto osseo: infatti lo scheletro rappresenta la sede di accumulo con il procedere dell’età, anche in caso di introduzioni molto basse dell’elemento con cibi o con l’acqua Il calcio e l’alluminio influenzano l’assorbimento inibendolo e così pure diete ad alto livello di grassi.

Il fluoro non è molto diffuso in natura; in genere gli alimenti di origine animale ne contengono circa 1mg/g; alcuni prodotti della pesca ed il tè ne rappresentano le fonti più ricche.

 

Interazione con farmaci, vitamine o minerali:

 

·        Idrossido di alluminio: diminuisce l’assorbimento di fluoruro.

·        Integratori di calcio: diminuisce l’assorbimento di fluoruro.

 

 

Interazione con altre sostanze

 

Bevande:

 

Il latte diminuisce l’assorbimento di fluoruro. Fare assumere la dose due ore prima o due ore dopo averlo bevuto.

 

 

Dosaggio e tossicità

 

 

L’introduzione giornaliera media di fluoro (soltanto per il fluoro contenuto nell’acqua potabile) varia da 0.3 a 3.1 mg a seconda delle zone più o meno ricche di questo elemento.

L’aggiunta di fluoro all’acqua potabile in ragione di 1ppm è in grado di ridurre notevolmente la frequenza della carie dentaria, sembra senza alcun secondario effetto nocivo. Il fluoro solubile dell’acqua potabile è quasi completamente assorbito, mentre l’assorbimento del fluoro della dieta è di circa il 50-80%. Livelli di fluoro nell’acqua potabile superiori a 2 ppm determinano la fluorosi, una condizione endemica caratterizzata da particolari screziature dello smalto dei denti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Posologia

 

Tab. 14

Fabbisogni giornalieri raccomandati (RDA(*)): nessuna RDA è stata stabilita.

Valori giornalieri di sicurezza

 

Età

Introito

0-6 mesi

0,1 - 0,5 mg

6-12 mesi

0,20 - 1,0 mg

1-3 anni

0,5 - 1,5 mg

4-6 anni

1,0 - 2,5 mg

7-10 anni

1,5 – 2,5 mg

Sopra gli 11 anni

1,5 – 4,0 mg

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 14

 

Nota: la tabella denota il critico fabbisogno di fluoro dei primi anni di vita, con un graduale aumento della RDA. Se l’apporto di fluoruro è scarso per la povertà degli alimenti e delle bevande tipici dell’area in cui si opera, promuovere la somministrazione fino al sedicesimo anno. Applicazioni locali successive possono essere fatte una o due volte l’anno per prevenire la carie.

 

 

Come agisce questo minerale:

·        Aiuta ad assorbire il calcio, contribuendo così al rafforzamento delle ossa ed alla formazione dei denti.

·        Ostacola la crescita e lo sviluppo dei batteri che causano la placca dentale.

 

 

Disponibile sotto forma di:

 

·        Compresse: ingoiare intere in un bicchiere colmo di liquido. Non masticare o frantumare. Ingerire durante i pasti principali o entro un’ora e mezza da essi, se non sotto diversa prescrizione.

·        Gocce: diluire in almeno mezzo bicchiere di acqua o altro liquido. Ingerire durante i pasti principali o entro un’ora e mezza da essi, se non sotto diversa prescrizione. Evitare l’associazione con latte o latticini.

·        Sciacqui: consigliare la piena aderenza alle norme espresse nei foglietti illustrativi e raccomandare una corretta igiene orale.

·        Gel: seguire le istruzioni e raccomandare una corretta igiene orale dopo i pasti principali.

·       Pasta: seguire le istruzioni e raccomandare una corretta igiene orale dopo i pasti principali.

Effetti:

 

Effetti dimostrati:

 

·        Previene la carie dentale nei bambini quando il livello di fluoruro nell’acqua è inadeguato.

·        Cura l’osteoporosi, associato a calcio e vitamina D. L’uso deve essere fatto sotto diretto controllo medico.

 

Effetti benefici supposti non dimostrati

 

Previene l’osteoporosi nelle persone anziane. Previene la presbiacusia

 

Chi necessita di quantità addizionali?

 

·        I soggetti con un introito calorico o dietetico inadeguato o che richiedono un incremento nutrizionale.

·        I soggetti che vivono in aree caratterizzate da un basso contenuto di fluoro nell’acqua. Valutare eventuali problemi alla dentizione, promuovere il consulto dentistico.

 

Sintomi da carenza

 

·        Significativo aumento della carie dentale.

 

Sintomi supposti non dimostrati

 

·        Osteoporosi nelle donne in periodo post-menopausale.

 

Esami di laboratorio rivelatori di carenza

 

Nessuno disponibile. L’esame obiettivo odontoiatrico, una o due volte all’anno, evidenzia, in presenza di eventuali carie, lo stato carenziale.

 

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

Evitare l’assunzione nel caso di:

·        Ridotto apporto di sodio o eccessivo apporto di fluoruro tramite l’acqua (superiore a 0,7 parti di fluoruro per milione). Troppo fluoruro macchia permanentemente i denti.

·        Ipotiroidismo.

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·        Osteoporosi

 

Sopra i 55 anni di età:

 

·        Non dovrebbero esserci problemi particolari.

 

Gravidanza:

 

·        Ci sono pareri contrastanti a proposito dei benefici o dei rischi per il feto.

·        Evitare le megadosi.

 

Allattamento:

 

·        Non dovrebbero esserci problemi particolari.

·        Evitare le megadosi.

 

Effetto sugli esami di laboratorio:

 

·        Fosfatasi acida ematica, calcemia e iodio legato alle proteine possono risultare falsamente diminuiti.

·        Aspartato aminotrasferasi ematica (SGOT) può risultare falsamente aumentato.

 

 

Conservazione:

 

·        Conservare in un luogo fresco ed asciutto, lontano dalla luce diretta, ma non congelare.

·        Tenere lontano dalla portata dei bambini.

 

Altro:

 

·        Un alto dosaggio, necessario per la cura dell’osteoporosi, causa con molta probabilità effetti tossici, fra cui un maggior numero di fratture ossee.

Sovradosaggio/tossicità

 

Crampi o dolori allo stomaco, debolezza, ematemesi, diarrea, feci nere, dispnea, tremore, salivazione abbondante, eccitabilità insolita.

 

·        Per i sintomi da sovradosaggio: interrompere il trattamento e valutare l’intervento. Vedi “ Controindicazioni, effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio”.

·        Per i sintomi da overdose accidentale (come nel caso di un bambino che ne abbia ingerita un’intera bottiglia): chiamare il Pronto Soccorso o il più vicino centro anti-veleni.

 

Controindicazioni, effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio:

 

Una quantità eccessiva di fluoruro può causare:

 

·        Costipazione: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico.

·        Diminuzione del calcio nei tessuti seguito da dolori alle ossa e crampi alle gambe: continuate il trattamento. Occorre l’intervento medico.

·        Dolore e sofferenza alle ossa: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico immediato.

·        Eruzione cutanea: interrompere il trattamento medico. Occorre l’intervento medico immediato.

·        Gonfiore in bocca: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico immediato.

·        Inappetenza: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico.

·        Marmorizzazione dei denti con colorazioni marroni, nere o bianche: continuate il trattamento. Occorre l’intervento medico.

·        Nausea: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico.

·        Perdita di peso: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico.

·        Rigidità: interrompere il trattamento. Occorre l’intervento medico immediato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COBALTO

 

Descrizione

 

          La principale caratteristica del cobalto consiste nel cambiare colore col variare dell'umidità. Il cobalto espleta una funzione essenziale per la vita in quanto parte della vitamina B12. Il gruppo planare della B12, detto corrina, consta ,come le porfirine ,di 4 anelli pirrolici che coordinano uno ione cobalto. Con altri due legami coordinativi lo ione Co ( che come il  Fe ha numero di coordinazione 6 ) lega da una parte il  5,6-dimetilbenzimidazolo e dall'altra un radicale R. Questo radicale è il  CN nella cianocobalamina, l'OH nell'idrossicobalamina, il metile e la deossiadenosina  nelle due forme coenzimatiche pertinenti. Per azione del CN tutti i vitameri ed i coenzimi della B12 si convertono in cianocobalamina che è la forma più stabile, anche se si decompone spontaneamente per azione della luce. La vitamina di cui sopra è sintetizzata esclusivamente dai microrganismi. Pertanto il cobalto è fisiologicamente attivo  solo sotto forma di cianocobalamina, contenuta negli alimenti di origine animale come prodotto della flora intestinale. Esso è pertanto comunemente  somministrato  per via orale o parenterale  agli animali per la mancanza di  cobalto nei foraggi  e nei terreni. Si somministra  anche associato al sale pastorizio (cobaltato) e si unisce  al concime per arricchirne i terreni deficienti.

 

Tab. 15     

Le migliori fonti dietetiche di cobalto sono:

        

Bietole verdi

Cavolo

Fichi

Grano saraceno

Molluschi bivalva

Crescione d'acqua

Latte

Ostriche

Lattuga

Spinaci

Fegato

Rognone

Tab. 15

 

 

Assimilazione e riserva

 

 

         Il fabbisogno giornaliero  di questo micronutriente, come componente della B12, considerando che è contenuto in essa  per il 4,34% e che il livello giornaliero raccomandato della vitamina è di  2 microgrammi, è estremamente bassa. a differenza di quanto si riteneva prima, sembra da recenti ricerche che l'assorbimento del cobalto sia considerevole e che sia eliminato principalmente attraverso le urine . Il reciproco antagonismo tra ferro e cobalto, le cui somiglianze sono già state evidenziate, a livello assorbitivo, fa supporre  che i due elementi seguano  una via comune di  trasporto intestinale. Forse esiste un'altra funzione  del cobalto dato che il suo assorbimento supera  la sua capacità di utilizzazione finora accertata.

 

Effetti:

 

Effetti da carenza e sintomi

        

v    Anemia perniciosa

         Questo tipo di anemia è causata da deficienza,  nella dieta, di B12  (mancanza di acido folico causa la medesima anemia).Essa è caratterizzata dalla presenza in circolo di elementi immaturi  della serie eritrocitaria. Inoltre  la carenza di B12  porta a degenerazione delle fibre nervose e ad altre anomalie del sistema nervoso. Invero l'anemia perniciosa è solo eccezionalmente causata da mancanza di B12 nella dieta ma  più generalmente dal blocco del suo assorbimento intestinale che è condizionato dal fattore intrinseco di Castle  e dall'HCl, entrambi presenti nelle secrezioni gastriche: la deficienza del fattore intrinseco per anomalia genetica  o interventi di resezione gastrica  compromettono il trasporto e l'assorbimento intestinale. La sintomatologia neurologica della conseguente anemia perniciosa  consiste nella progressiva demielinizzazione del tessuto nervoso: la 5'deossiadenosilcobalamina (coenzima derivante dalla B12) è necessaria  alla trasformazione del metilmalonil-CoA in Succinil-CoA. Il metilmalonil-CoA ,che conseguentemente si accumula, interferisce con la formazione delle guaine mieliniche . Inoltre l'altro derivato coenzimatico della B12  è  la metilcobalamina, coenzima di numerose  tranmetilasi, la più importante delle quali è quella che converte la omocisteina in metionina. Questa reazione è molto importante in quanto rigenera la metionina man mano che questa , in forma di adenosil-metionina, cede i suoi metili nelle reazioni di transmetilazione. Una mancanza  di B12  comporta deficienza di adenosil-metionina, conseguentemente viene limitata la sintesi dei nucleotidi costituenti il DNA, oltre che di metili. E' però l'assenza di questi ultimi  a causare l'anomala formazione di globuli rossi a livello del midollo e a compromettere la sintesi  della colina , nel sistema nervoso, con conseguente anemia e sintomatologia neurologica. Un dato diagnostico precoce per la deficienza di B12 è l'aciduria metilmalonica: l'eliminazione urinaria  di acido metilmalonico segue l'idrolisi del metilmalonil-CoA, che si accumula nei tessuti per le ragioni sopra esposte. I sintomi dell'anemia  sono debolezza, soprattutto alle braccia ed alle gambe, gonfiore alla lingua, nausea, inappetenza, perdita di peso, gengive sanguinanti, intorpidimento , formicolio a mani e piedi, difficoltà a mantenere l'equilibrio, ittero, respiro corto, depressione, confusione e demenza, cefalea e poca memoria.

 Farmaci quali l’acido para-aminosalicilico, colchicina, fenitoina e neomicina interagiscono con il cobalto provocando alterazioni negli esami di laboratorio riguardanti il cobalto o la vitamina B 12.

 

 

Dosaggio e Tossicità

 

         Nell'animale da esperimento a partire da dosi corrispondenti a 4 mg per kg di peso corporeo si osserva  una notevole riduzione dell'appetito e del peso corporeo ed anemia, dovuta forse al ridotto assorbimento del ferro. I disturbi dovuti  a iperdosaggio di  cobalto comprendono , nelle specie finora studiate ( ratto ed altri mammiferi)  iperplasia del midollo osseo, aumento del volume del sangue, reticolocitosi e policitemia. Sintomi accertati sull'uomo sono ipertrofia cardiaca, ipertrofia della tiroide e policitemia. I livelli di Co che possono provocare  segni di tossicità  corrispondono  a quantità  notevolmente superiori  rispetto  ad una normale alimentazione. Sali di cobalto sono aggiunti  alla birra  nella concentrazione  di 1,2-1,5 ppm per migliorare la formazione di schiuma; ma tali quantità, anche  in caso  di notevole consumo di birra sono ben lontane dalle dosi tossiche.

                                             

Avvertenze e precauzioni

 

Utilizzazione:

 

         Il cobalto è aggiunto  in quantità addizionali  nei soggetti  con gravi ustioni  o lesioni e pare  che anche soggetti affetti  da bulimia o anoressia nervosa  necessitino di quantità addizionali di cobalto che , non facilmente reperibile  come integratore , deve essere principalmente ricercato nelle fonti di origine alimentare.

         La cobaltoterapia  utilizza il Co-60,  isotopo  che emette radiazioni beta e gamma.  Tuttavia le radiazioni gamma sono utilizzate a scopo terapeutico nella terapia delle affezioni tumorali. La bomba di cobalto è l'apparecchio che sfrutta suddette radiazioni. La sostanza radioattiva  è sigillata in un apposito contenitore  a pareti impermeabili alle radiazioni . Il contenitore è provvisto di una finestra  che si può aprire a distanza  e che permette la fuoriuscita delle radiazioni  quando queste vengono centrate  sulla zona da irradiare. I vantaggi della bomba al cobalto rispetto ai raggi X erano legate ai seguenti fattori: Fascio di radiazioni di alta energia  sufficientemente omogeneo;  maggiore risparmio della cute, poiché la massima energia viene ceduta alla profondità di 6 cm; possibilità con opportuna tecnica  di irradiazione circoscritta .

         L'applicazione corticale  di polvere  di cobalto  provoca in un animale  un quadro di epilessia cronica. L'indagine elettrocorticografica  ha conseguentemente permesso  di chiarire alcuni aspetti del meccanismo dell'epilessia, di precisare nei pazienti l'esatta posizione del focolaio epilettico e la comprensione dello sviluppo di un focolaio speculare, esclusivamente funzionale , sostenuto da quello anatomico.

 

 

 

 

LO ZOLFO

 

Descrizione

 

E' presente in alcuni amminoacidi, e di conseguenza in proteine ed ormoni, in cofattori enzimatici, ad esempio il coenzima A e nei mucopolisaccaridi come l'eparina ed i condroitin-solfati della cartilagine, tendini, matrice ossea.

 

 

Tab. 16

Le migliori fonti alimentari di zolfo sono:

 

Cavolo

Manzo magro

Fagioli secchi

Molluschi bivalve

Germe  di grano

Pesce

Latte

Uova

Tab. 16

 

 

Assimilazione e riserva

 

Il rifornimento riconosce fonti esogene ed endogene. La composizione esogena, più importante, è rappresentata dagli alimenti ed è costituita da zolfo organico (gruppi sulfidrilici, fosfolipidi, glicoproteine) ed inorganico (solfati di sodio, potassio, magnesio). La componente endogena è viceversa costituita, dalle modeste quantità di acido solfidrilico prodotta da batteri intestinali sulle proteine alimentari.

L'assorbimento dello zolfo di origine esogena ha luogo nel digiuno, nel duodeno e nell'ilio; quello di origine endogena, viceversa, è recuperato più distalmente. La funzione non assorbita è eliminata con le feci.

Il circolo portale veicola lo zolfo al fegato, dove avvengono importanti modificazioni metaboliche:

·        Ossidazione dei gruppi tiolici degli amminoacidi in solfati inorganici.

·        Parte non viene ossidato, ma utilizzato per la sintesi di sostanze contenenti gruppi tiolici ( solfidrilici) come l'insulina e ormoni dell'ipofisi anteriore.

·        Si combina con varie sostanze fenoliche, prodotte per decomposizione batterica di amminoacidi, bilirubina, ormoni surrenali, previa attivazione ad 3' adenosin-        5 fosfosolfato, rendendo questi composti più idrosolubili ed eliminabili con l'escrezione urinaria o biliare.

·        Viene incorporato in alcuni proteoglicani.

·        La metionina può cedere il proprio gruppo tiolico alla serina , trasformandola in cisteina.

 In condizioni normali lo zolfo in circolo è presente in concentrazioni comprese tra 2,2-4,5 mg %; tale variabilità è funzione della quantità di proteine introdotte con la dieta.

La quantità totale dello zolfo circolante può essere così suddivisa:

·     Zolfo neutro 1,7 a 3,5 mg % perché ha stato di ossidazione inferiore ai composti con solfati.

·     Zolfo inorganico 0,5 a 1,1 mg %.

·     Esteri solforici 0,1 a 1 mg %.

 

Interazioni con farmaci, vitamine o minerali

 

·        Nessuna conosciuta

 

Interazioni con alte sostanze

 

·        Il tabacco diminuisce l’assorbimento dello zolfo. Ai fumatori si potrebbe consigliare la assunzione di una maggiore quantità di zolfo.

 

Posologia

 

Fabbisogno giornalieri raccomandati (RDA): nessuna RDA è stata stabilita.

 

 

Come agisce questo minerale:

 

·        Lo è una parte della struttura chimica della cisteina, metionina, taurina, glutatione.

 

 

Disponibile sotto forma di:

 

·        Componente di molti preparati di multivitamina/minerale.

 

 

Effetti:

 

 

Effetti dimostrati

 

·        Agisce nelle reazioni di ossidoriduzione.

·        Favorisce la secrezione biliare.

 

 

 

Effetti benefici supposti non dimostrati

 

·        Previene i processi d’invecchiamento.

·        Attività antitossica.

 

 

Chi necessita di quantità addizionali?

 

·        Con molta probabilità non sono necessarie integrazioni.

 

Sintomi da carenza

 

·        Non sono stati registrati finora casi di carenza.

 

Esami di laboratorio rivelatori di carenza

 

·        Nessuno disponibile se non per ricerca sperimentale.

 

 

Avvertenze e precauzioni

 

 

Evitare l’assunzione nel caso di:

 

·        Non si conoscono controindicazioni.

 

Occorre intervenire nel caso di:

 

·        Non si conoscono controindicazioni.

 

Sopra i 55 anni di età:

 

·        Non si conoscono controindicazioni.

 

Gravidanza:

 

·        Non si conoscono controindicazioni.

·        Evitare le megadosi.

 

Allattamento:

 

·        Non si conoscono controindicazioni.

·        Evitare le megadosi.

Effetto sugli esami di laboratorio:

 

·        Nessuno.

 

Conservazione:

 

·        Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta, ma non congelare.

·        Tenere lontano dalla portata dei bambini.

 

Sovradosaggio/tossicità

 

Ci sono poche probabilità che sia letale o che possa causare sintomi conclamati.

 

·     Per i sintomi da sovradosaggio: interrompere il trattamento e valutare l’intervento. Vedi “Controindicazioni ,effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio”.

 

·        Per i sintomi da overdose accidentale(come nel caso di un bambino che ne abbia ingerita un’intera bottiglia):telefonare al Pronto Soccorso o al più vicino centro anti-veleni.

 

Controindicazioni ,effetti collaterali o sintomi da sovradosaggio

 

·        Non se ne riscontrano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il RAME

 

                                                   Descrizione

 

 

          Il rame è un minerale traccia presente in tutti i tessuti dell’organismo. Esso partecipa alla formazione dell’emoglobina e dei globuli rossi, facilitando l’assorbimento del ferro ed è presente in molti enzimi che scompongono o costruiscono il tessuto dell’organismo. Contribuisce alla conversione dell’amminoacido tirosina in un pigmento scuro che colora i capelli e la pelle. È anche coinvolto o nel metabolismo delle proteine e nei processi di cicatrizzazione. Il rame è necessario per la sintesi dei fosfolipidi, sostanze essenziali nella formazione delle membrane protettive della mielina che circonda le fibre nervose. Esso aiuta l’organismo ad ossidare la vitamina C e collabora con questa, alla formazione dell’elastina un elemento principale delle fibre muscolari elastiche di tutto il corpo. Il rame è necessario per un’adeguata formazione delle ossa e per il loro mantenimento. È anche necessario per la produzione del RNA fra le migliori fonti.

 

Tab. 17

Le migliori fonti dietetiche del rame sono:

 

ARACHIDI

MIELE

AVENA

NOCI

COZZE

ORZO

FUNGHI

OSTRICHE

GERME DI GRANO

SALMONE

LENTICCHIE

ZUCCHERO BRUNO

MELASSA

 

Tab. 17

 

 

Nota: le quantità di rame variano in alcune verdure in relazione al contenuto di minerale del suolo in cui vengono coltivate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assimilazione e riserva

 

L’assorbimento, che dipende dalla proteina metallotioneina, avviene nello stomaco e nella parte superiore dell’intestino. Il rame si trasferisce dall’intestino nel corrente sanguigno 15 minuti dopo l’ingestione. La maggior parte del rame apportato dalla dieta è eliminata dalle feci e nella bile, con una piccola perdita nelle urine. Il rame è depositato nei tessuti. Concentrazioni massime di rame si ritrovano nel fegato, nei reni, nel cuore e nel cervello. Le ossa e i muscoli hanno minor concentrazioni di rame, ma a causa della loro massa contengono oltre il 50% del totale del rame presente nell’organismo.

 

Interazione con farmaci, vitamine, minerali

 

  Il livello di rame nel plasma può dipendere anche dall’interazione con vitamine, minerali, farmaci come ad esempio:

·        cadmio: può interferire con l’assorbimento e l’utilizzo del rame;

·        contraccettivi orali: aumentano il livello del rame;

·        fibra e fitati: possono interferire con l’assorbimento e l’utilizzo del rame;

·        molibdeno: mantiene una giusta proporzione di molibdeno e rame nel corpo;

·        vitamina C: diminuisce l’assorbimento di rame;

·        zinco: può interferire con l’assorbimento e l’utilizzazione di rame.

  

 

Dosaggio e tossicità

 

Il consiglio nazionale di ricerca consiglia un’assunzione d’etica giornaliera di 2 mg di rame per gli adulti. La persona media ingerisce dai 2,5 ai 5 mg il giorno. Vi sono persone che necessitano di quantità addizionata. Esse sono:

·        soggetti che fanno abuso d’alcool e droghe;

·        soggetti con malattie croniche logoranti;

·        soggetti con stress prolungati o sottoposti ad interventi chirurgici;

·        soggetti cui è stato rimosso un tratto gastrointestinale;

·        soggetti con ustioni o lesioni gravi;

·        soggetti nutriti per lungo periodo per via endovenosa;

·        persone anziane;

·        donne in gravidanza o in allattamento;

·        bambini mal nutriti.

         La tossicità è rara, poiché solo una piccola quantità di rame è assorbita e depositata, mentre la maggior parte è eliminata. In ogni modo, evitare l’assunzione nel caso di malattia di Wilson(un disturbo genetico raro che si manifesta con un metabolismo anormale del rame, da cui deriva una sua eccessiva ritenzione nel fegato, nel cervello, nei reni e nelle cornee degli occhi.

Posologia

 

Tab. 18

  Fabbisogni giornalieri raccomandati: dal Food and Nutrition Board of the National Research Council,1980.

 

età

rda(*)

0-6 mesi

0.6 mg

6-12 mesi

0.7 mg

1-3 anni

1 mg

4-6 anni

1.5 mg

7-10 anni

2 mg

Maschi

 

11-14 anni

2.5 mg

15-18 anni

2.5 mg

19-24 anni

3 mg

25-50 anni

3 mg

51+

3 mg

Femmine

 

11-14 anni

2.5 mg

15-18 anni

2.5 mg

19-24 anni

3 mg

25-50 anni

3 mg

51+

3 mg

Gravidanza

3 mg

Allattamento

3 mg

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 18

 

Nota: circa il 30% del rame ingerito viene usato dall'organismo.                                    

 

Altro:

 

·       I livelli di rame nel sangue possono aumentare in soggetti con artrite reumatoide, cirrosi epatica infarto microcardico, gravi infezioni, schizofrenia, malati di cancro, donne in allattamento. I livelli di rame nel plasma diminuiscono con ipotiroidismo, protenuria anormale nell’infanzia, spume, nevrosi e sindrome di Menk (una malattia genetica piuttosto rara associata ad un difettoso trasporto del micronutriente). 

 

 

 

Effetti:

 

Effetti da mancanza di rame

 

    I sintomi più frequenti dovuti a mancanza di ferro sono:

·        ipercolesterolemia;

·        leucopenia;

·        demineralizzazione delle ossa;

·        anemia;

·        fragilità delle grosse arterie;

·        demielinizzazione del tessuto nervoso;

 

Effetti benefici sulle malattie

 

  Il rame agisce con il ferro nella formazione dell’emoglobina, contribuendo in questo modo al trattamento dell’anemia. Esso è presente nella produzione di numerosi enzimi coinvolti nella respirazione. Oltre a ciò, tale oligominerale promuove la formazione di tessuti connettivi e la funzione del sistema nervoso centrale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il SELENIO

 

 

Descrizione

 

Il selenio è un oligo-minerale essenziale che si trova in quantità minime nell'organismo. Lavora in sinergia con la vitamina E in alcune delle sue azioni metaboliche per stimolare lo sviluppo normale del corpo e la fertilità. Il selenio è un antiossidante naturale  e sembra  conservi l'elasticità dei tessuti ritardando l'ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, che può causare una solidificazione delle proteine dei tessuti.

 

Tab. 19

Le migliori fonti dietetiche di selenio sono

 

AGLIO

GERME DI GRANO

BROCCOLI

LATTE

CAVOLO

POLLO

CETRIOLI

PRODOTTI INTEGRALI

CIPOLLE

ROGNONE

CRUSCA

SEDANO

FEGATO

TONNO

FRUTTI DI MARE

TUORLO

FUNGHI

 

Tab. 19

 

Nota : il contenuto di selenio nel cibo dipende dalla misura in cui è presente nel suolo; le piante alimentari lo assumono direttamente dal suolo, mentre gli animali lo assumono indirettamente.

 

Assimilazione e riserva

 

    Il fegato e i reni contengono una quantità di selenio quattro-cinque volte maggiore di quella presente nei muscoli e negli altri tessuti. Il selenio è normalmente eliminato attraverso le urine;  la sua presenza nelle feci è un'indicazione d'assorbimento improprio.

 

 

Interazione con farmaci, vitamine e minerali

 

Il selenio interagisce con: la vitamina C, che ne diminuisce l'assorbimento e con la vitamina E, che ostacola l'ossidazione provocando la degradazione delle sostanze chimiche corporee.

Dosaggio e tossicità

 

La dose dietetica consigliata di selenio per gli adulti è estremamente bassa; ciò è dovuto alla sua tendenza a sostituire lo zolfo nei composti biologici e a inibire la reazione di alcuni enzimi. Il selenio può rivelarsi tossico allo stato puro; per questo motivo gli integratori alimentari dovrebbero essere presi con attenzione. Casi di tossicità si sono manifestati in quelle zone dove il contenuto di selenio nel suolo era elevato.

 

 

Posologia

 

Tab.20

 Fabbisogno giornaliero raccomandato: valori giornalieri raccomandati dal

Food and Nutrition Board of the National Research Council 1980.

 

ETA’

    RDA(*)

0-6 mesi

8 mcg

6-12 mesi

10 mcg

1-3 anni

20 mcg

4-6 anni

20 mcg

7-10 anni

30 mcg

Maschi

 

11-14 anni

40 mcg

15-18 anni

50 mcg

19-24 anni

70 mcg

25-50 anni

70 mcg

51+

70 mcg

Femmine

 

11-14 anni

45 mcg

15-18 anni

50 mcg

19-24 anni

55 mcg

25-50 anni

55 mcg

51+

55 mcg

Gravidanza

65 mcg

Allattamento

75 mcg

*RDA = Recommended Daily Allowance

Tab. 20

 

 

Nota : studi metabolici condotti sull'uomo hanno evidenziato che i fabbisogni dipendono non soltanto dalla massa corporea ma anche dalla storia delle ingestioni di

selenio per fenomeni di adattamento.

Effetti :

 

 Effetti da sovradosaggio

 

  Tra gli effetti collaterali dovuti al sovradosaggio di selenio abbiamo:

·        atrofia della pelle e del cuoio capelluto;

·        capogiri e nausea senza causa apparente;

·        odore persistente di aglio nell'alito e sulla pelle;

·        unghie nere o fragili.

 

 

 Effetti da mancanza e sintomi

 

     Una mancanza di selenio non solo può apportare invecchiamento precoce, mica anche cardiopatie e morti miocardiche. Altri sintomi supposti non dimostrati, dovuti alla carenza di questo oligominerale, sono:

·        morbo di Keshan, un'affezione cardiaca fatale;

·        cataratta;

·        distrofie muscolari;

·        ritardo della crescita;

·        problemi epatici;

·        sterilità;

·        alcune forme di cancro.

 

 

 Effetti benefici sulle malattie

 

     Il selenio promuove, sia autonomamente sia legato alla vitamina E, un'efficiente azione anti-ossidante. Oltre a ciò, è in grado di stimolare il sistema immunitario, diminuire l'agglutinamento delle piastrine nella circolazione sangue e prevenire i coaguli a livello dei vasi sanguigni danneggiati nel cuore e nel cervello. Il selenio è anche in grado di proteggere l'organismo da ictus e malattie cardiovascolari nonché dai danni del fumo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conclusioni:

 

 

Nonostante le concentrazioni estremamente esigue tanto in circolo nelle correnti sanguigne quanto nei tessuti, la maggior parte degli oligoelementi ha, grazie alle ricerche condotte in questi ultimi anni, mostrato di svolgere un ruolo fondamentale in funzioni biologiche essenziali per la conservazione della vita quali la conduzione nervosa, il trasporto attraverso le membrane cellulari, la concentrazione cellulare, la produzione di energia mitocondriali, ecc.. Anche se le più recenti tecniche di analisi quantitative, come la spettrometria di assorbimento atomico e l'attivazione neutronica, hanno considerevolmente allargato le nostre conoscenze sia sulla concentrazione circolante ed intratissutale, che sul ricambio degli oligoelementi, buona parte delle funzioni e dei più fini aspetti metabolici tuttora ci sfugge.

Le conseguenze di una riduzione del contenuto di oligoelementi risultano molto più evidenti in campo sperimentale che non in sede clinica, grazie alla adozione di diete carenziali selettive. Nell'uomo, viceversa, l'ovvia impossibilità di riprodurre siffatte carenze specifiche e l'eventuale concomitanza di uno stato di denutrizione o di malassorbimento generalizzato concorrono nell'attenuare la possibile patognomicità di taluni quadri morbosi.

Un deficitario apporto di oligoelementi durante la gravidanza può avere effetti teratogeni ed incrementare anche considerevolmente l'incidenza di malformazioni congenite.

 

 

Sono state qui riferite le conoscenze attuali sul metabolismo, fabbisogno, concentrazioni, funzioni, quali morbosi indotti da deficit o sovradosaggio degli oligoelementi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:

 

Materiale fornito dal:

·        Dipartimento di Prevenzione A.S.L. CE-1 Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) 

Responsabile: Dr. Vincenzo Pontieri

 

·       Risorse da  INTERNET : WWW.SAMEINT.it

 

·        P. Introzzi – Trattato Italiano di Medicina Interna

Vol. I (Malattie della nutrizione e del ricambio) – Cap.: I MICROELEMENTI

                                                                Uses Edizioni scientifiche – Firenze, 1986