b -TALASSEMIA IN CAMPANIA
La b talassemia è la malattia genetica più frequente e più importante dal punto di vista sanitario nellarea mediterranea. In Campania la frequenza dei soggetti eterozigoti è intorno al 3%, mentre i pazienti affetti da b talassemia omozigote risultano essere circa 420 alla fine del 1994. La base molecolare di questa malattia è stata caratterizzata studiando pazienti affetti da talassemia major o intermedia, coppie a rischio, soggetti con fenotipi particolari tutti appartenenti a famiglie di origine campana. MUTAZIONI b TALASSEMICHE E POLIMORFISMI ASSOCIATI I difetti molecolari complessivamente trovati sono 17; di questi 15 erano già noti, due invece sono nuovi (3-14) . In 15/17 casi le mutazioni sono di tipo puntiforme; in due casi soltanto si ha una delezione lunga. Sulla base dei difetti molecolari i mutanti possono essere divisi in quattro classi: trascrizionali, di splicing, frameshift o non-sense, delezionali. La classe dei mutanti di splicing presenta una notevole in quanto comprende mutanti b +, b ++,b ° . Le mutazioni delezionali sono rappresentate dalla d -b talassemia di tipo siciliano (13) e da una nuova delezione che causa Ag -d -b talassemia (14). LHb Lepore e lHb S sono gli altri due mutanti presenti nel campione e importanti nella prevenzione dellanemia mediterranea. La frequenza relativa delle singole mutazioni è stata determinata nei diversi gruppi di pazienti. La più interessante da un punto di vista epidemiologico è senzaltro quella trovata nelle coppie a rischio, poiché esse rappresentano un campione "casuale". I dati riportati in Tabella 2 derivano dallanalisi di 129 coppie diagnosticate presso la sezione Microcitemie dellospedale Cardarelli in un periodo di tempo di circa tre anni. Alcune considerazioni sono importanti: la mutazione più frequente è la codon 39 CÞ T (41%); questa e la IVS-I-110 GÞ A (22%) sono le uniche ad avere una frequenza superiore al 10% ed insieme raggiungono il 63%; sei mutazioni hanno una frequenza compresa tra il 3% e il 10% e complessivamente raggiungono il 33%; il 3% è rappresentato da mutazioni rare. Questi dati indicano lopportunità di una strategia diagnostica molecolare che tenga presente che il 60% dei soggetti portatori ha la mutazione codon 39 CÞ T o la IVS-I-110 GÞ A.Una netta differenza esiste tra queste frequenze e quelle determinate nel campione di 46 pazienti affetti da talassemia intermedia (tabella 2). Il 64% è in questo caso rappresentato dalle mutazioni delle quali la
b ++ IVS-I-6 TÞ C è la più frequente, mentre la codon 39 CÞ T e lHb Lepore hanno una frequenza compresa tra il 3% e il 10% e raggiungono, insieme, il 34%. Complessivamente nel campione della talassemia intermedia acquistano maggiore importanza mutazioni b ++(IVS-I-6 CÞ T; -101 CÞ T) o mutazioni associate ad incremento di Hb F (Hb Lepore, -87 CÞ G, IVS-II-1 GÞ A, codon 6-A).Fattori di regolazione trascrizionale per la Beta-Globina
Mutazioni riguardanti il gene Beta-Globinico
Manifestazioni cliniche delle diverse forme di Beta-Talassemia