Lemoglobina Neapolis è stata individuata in tre famiglie originarie della Campania e non imparentate tra di loro. Gli individui colpiti mostrano un quadro ematologico con modeste alterazioni microcitemiche e valori di Hb A2 tra il 3.3% e il 3.9%. LHb variante non presenta alterazioni di carica elettrica ma solo di idrofobicità rispetto allHb A; è possibile identificarla quindi, non con elettroforesi, ma mediante HPLC su colonna ad interazione idrofobica. Analisi accurate hanno permesso di identificare un peptide T13 anomalo che presenta una sostituzione ValÞ Gly in posizione 126: il sequenziamento di tutto il gene b globinico ha evidenziato la presenza di una sostituzione GTGÞ GGG al codone 126. Per comprendere la relazione tra mutazione, nuova variante e nuovo fenotipo, è necessario considerare due elementi:
Linstabilità nei tests in vitro dellHb Neapolis:
lassenza di segni chimici e sierologici di emolisi cronica nei
soggetti colpiti esclude che lHb Neapolis sia instabile anche in vivo. I motivi
dellinstabilità in vitro sono da ricondurre alle condizioni drastiche dei tests
normalmente usati ed al tipo di sostituzione amminoacidica. Nel caso dellHb Neapolis
le caratteristiche strutturali e fisico-chimiche della sostituzione amminoacidica possono
offrire la spiegazione del fenomeno: la Valina in posizione 126 si
trova in una regione della elica (regione H) coinvolta
nei "packing contacts" tra subunità a e b , pur non partecipando direttamente ad essi; la sostituzione di
Valina con Glicina, lamminoacido con più basso potere di formazione dell a elica, aumenta lentropia conformazionale della struttura e
porta quindi ad una molecola di emoglobina che, pur essendo stabile in condizioni normali,
richiede minor energia rispetto al normale per passare dallo stato "folded" allo
stato "unfolded" e che quindi precipita più facilmente in condizioni non
fisiologiche.
Rapporti b Var / b A
e b Var/a di tipo b Var talassemico:
In esperimenti di sintesi in vitro a tempi diversi, essi dovrebbero
diminuire nel tempo per linstabilità dellHb variante, poiché non si avrebbe
laccumulo di catene varianti marcate come avviene per le catene b
A ed a . I risultati ottenuti indicano, invece, che questi
rapporti rimangono costanti nel tempo e portano alla conclusione che i rapporti
biosintetici di tipo talassemico sono dovuti ad un difetto di mRNA per la globina variante
e non ad un fenomeno dinstabilità proteica.
Alla luce di queste considerazioni, ne consegue che la mutazione GTGÞ GGG al codone 126 porta da una parte alla sintesi della variante Hb Neapolis, dallaltra produce unalterazione di tipo talassemico. Lipotesi più probabile è che la mutazione b 126 GTGÞ GGG possa attivare un sito di splicing sui codoni 123-126 con riduzione conseguente del mRNA normalmente "processato".
Fattori di regolazione trascrizionale per la Beta-Globina
Mutazioni riguardanti il gene Beta-Globinico
Manifestazioni cliniche delle diverse forme di Beta-Talassemia